Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ morto Bruno Pastorelli, sindacalista e benemerito di Ronciglione.
“E’ purtroppo venuto a mancare stanotte Bruno Pastorelli, nostro storico dirigente nazionale, che ha diviso con la Fabi e con me trentacinque anni di attività sindacale, dagli esattoriali alla comunicazione, dal Sab di Viterbo alla federazione di via Tevere, a Roma. Se ne va un uomo buono, generoso, disponibile e serio che, come seconda pelle, ha sempre indossato la maglia della Fabi, un uomo onesto e positivo che ha sempre agito nell’esclusivo interesse dei lavoratori. Per la Fabi e per tutti noi, oggi è un giorno triste perché se ne va anche una parte importante della nostra esistenza, condivisa con Bruno, nelle tante battaglie vissute insieme, gomito a gomito, fianco a fianco”.
Questo il testo del messaggio inviato a tutti gli amici da Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, il sindacato maggiormente rappresentativo nel settore del credito, assicurazioni e esattorie.
A Bruno Pastorelli, originario di Carbognano, era stata recentemente conferita la “civica benemerenza” dal comune di Ronciglione dove ha vissuto la grandissima parte della sua vita.
“Per la città di Ronciglione – è scritto nella delibera comunale con cui è stato insignito dell’alta onorificenza – ha mostrato da subito un amore incondizionato ed ha caratterizzato la sua azione locale attraverso un impegno costante volto ad animare il panorama culturale della città ed a stimolare l’impegno sociale di molti ronciglionesi così da favorire, in modo fattivo ed eccellente, la crescita sociale, civile ed economica dell’intera comunità locale”.
Bruno Pastorelli è stato anche socio fondatore e presidente dell’associazione culturale “Mariangela Virgili”, donna venerabile di Ronciglione per la quale si adoperò anche per far riprendere la procedura canonica di beatificazione.
Amico di tutti e inestimabile uomo di grande cultura ha curato anche la pubblicazione di diversi libri sul localismo tra i quali: “Ronciglione: il bombardamento del 5 giugno 1944” insieme a Silvia Scialanca, “’O prete nosto: don Osvaldo Palazzi” e cosi via.
Io lo ricorderò come un grande uomo e grande amico sempre disponibile, impegnatissimo nel lavoro del sindacato e, nel tempo libero, a promuovere e valorizzare la storia e le tradizioni dell’intera comunità viterbese e in particolare quella di Ronciglione e dintorni.
Silvio Cappelli
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