Viterbo – (ma.ma) – Si barrica in casa e minaccia i genitori con una baionetta, aizzandogli contro anche un pastore tedesco. Finito a processo per maltrattamenti in famiglia, il giovane era stato poi perdonato dagli stessi genitori che avevano anche rimesso la querela precedentemente presentata ai suoi danni.
Mercoledì in tribunale il giudice Silvia Mattei in sede di discussione ha derubricato il capo di imputazione in quello di lesioni. Il magistrato ha poi assolto il giovane.
L’episodio risale al 17 luglio 2014 quando il giovane, residente in un centro dei Cimini, difeso dallo studio Massatani, si era barricato all’interno dell’appartamento. La sera prima del fatto i genitori avevano già chiamato i militari della locale stazione perché il figlio aveva dato in escandescenze, costringendoli ad abbandonare l’abitazione. Il giorno successivo il padre e la madre erano andati a prenderlo per portarlo in ospedale. Il ragazzo però si era barricato in casa.
Non riuscendo a convincerlo ad aprire la porta, i familiari avevano nuovamente avvertito i carabinieri. Dopo un’ora il giovane aveva deciso di aprire la porta e i genitori lo avevano trovato armato di un fucile ad aria compressa, al quale aveva mozzato la canna, inserendo sulla punta la lama di un grosso coltello, trasformandolo in una sorta di baionetta. Il ragazzo li aveva così minacciati con la baionetta e gli aveva aizzato contro anche un pastore tedesco.
In aula mercoledì il magistrato Silvia Mattei ha derubricato il capo di imputazione da maltrattamenti a lesioni, reato perseguibile su querela, e, dal momento che i genitori avevano precedentemente ritirato la denuncia, il magistrato ha deciso per l’assoluzione dell’imputato.
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