Barbarano Romano – (ma.ma.) – Finisce a processo e viene condannato per aver aggredito il datore di lavoro che non gli vuole pagare i lavori commissionati.
“Lavori fatti male” per il committente e quindi non “pagabili”. il giudice Giacomo Autizi ha accettato la richiesta di rito abbreviato, avanzata dalla difesa con l’accordo della parte civile, e ha poi condannato l’imputato a sei mesi di reclusione.
L’aggressione risale al 29 novembre 2017 quando a Barbarano Romano un uomo aggredisce il proprio datore di lavoro. Il movente sarebbe il mancato pagamento di quest’ultimo di alcuni lavori precedentemente commissionati. Lavori che non avrebbero soddisfatto il datore di lavoro che quindi negava la retribuzione. Di fatto il giorno dell’aggressione la vittima sarebbe stata trovata a terra sanguinante.
Ieri in tribunale la difesa ha avanzato la richiesta di rito abbreviato e, in accordo con la parte civile, il giudice Giacomo Autizi ha invitato le parti alla discussione. L’imputato ha dovuto rispondere di lesioni personali aggravate.
Il pm ha chiesto la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione.
La parte civile si è detta piuttosto “irritata” per via delle giustificazioni “irritanti” avanzate dalla difesa nel corso delle udienze. L’avvocato di parte civile ha anche chiesto di depositare una memoria difensiva in cui vengono contestate parti che “fanno passare il mio assistito da vittima, qual è, ad aggressore”.
Il legale ha anche ricordato in aula la presenza di due certificati medici che attesterebbero le avvenute lesioni. Un referto riporterebbe oltre 40 giorni di prognosi certificando un trauma cranico. Il secondo documento riporterebbe la diagnosi di una cefalea persistente che per la parte civile risulterebbe collegabile alle percosse subite. “Tutto questo ha comportato cinque mesi di terapia presso l’Asl di Vetralla – ha specificato la parte civile in aula per poi aggiungere -. Da ben un anno l’imputato non faceva altro che perseguitare il mio assistito che è rimasto traumatizzato. Lo aveva già aggredito nel febbraio precedente. Ci sono state plurime aggressioni e minacce verbali per lavori commissionati da mio assistito e mal fatti da imputato”.
A controbattere la difesa che fin da subito ha specificato di non aver mai negato l’avvenuta aggressione a causa dei mancati pagamenti.
Il legale ha poi specificato che “il lavoro anche se non fatto bene andrebbe sempre pagato”. La difesa ha poi aggiunto che il proprio assistito era stato più volte apostrofato con parole ingiuriose dal datore di lavoro; insulti che avrebbero fatto riferimento anche alle sue origini albanesi. Per la difesa poi durante il processo “più volte si è fatto riferimento a altri episodi, caratterizzati dai litigi, ma che mai sono stati denunciati. Soltanto in un caso c’è stata la denuncia”.
Qualche dubbio per la difesa poi sul collegamento tra il secondo certificato medico e l’aggressione del 29 novembre. La somma non pagata per i lavori risulterebbe essere di circa 7.500 euro.
Il giudice Giacomo Autizi ha deciso per la condanna con 6 mesi di reclusione per l’imputato.
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