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Tribunale - Viterbo - Assolto per la lieve entità del fatto - Il flacone alla vendita sarebbe costato 70 euro

Ruba tester di un profumo e finisce sotto processo

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (ma.ma.) – Sottrae il tester di un profumo dallo scaffale di un negozio, la commessa se ne accorge e fa intervenire la polizia. L’uomo, venerdì, è finito davanti al giudice Gaetano Mautone che lo ha assolto per particolare tenuità del fatto. 

Il furto è stato commesso il 22 dicembre 2015 e a raccontarlo in aula è stata la commessa che quel giorno si accorse del tester mancante sullo scaffale. “Stavo servendo una signora quando è entrato un ragazzo, mai visto prima, che è andato verso i profumi – ha detto per poi aggiungere – è stato lì davanti e poi se ne è andato. Appena ho finito di servire la signora, ho controllato e ho visto che mancava il tester”. 

Nel frattempo però il ragazzo era già uscito dalla profumeria. La commessa ha così deciso di visionare le telecamere e nei filmati di videosorveglianza interna al negozio avrebbe notato l’uomo prendere il tester. 

A quel punto la testimone ha detto in aula di aver visto nuovamente il sospettato nelle vicinanze e di averlo fermato. “Ho deciso di fermarlo e gli ho chiesto se aveva il profumo. Lui negava, ma io ero certa”. La commessa, dopo aver chiesto al ragazzo di restituire la merce prelevata, gli aveva anche detto che tutto sarebbe finito senza nessun problema nel caso di restituzione del profumo. Tentativo inutile però perché l’uomo continuava a negare di avere con sé il tester. La donna ha deciso così di chiamare le forze dell’ordine.

Gli agenti intervenuti hanno trovato addosso all’imputato il tester. 

In aula il giudice Gaetano Mautone ha fatto leva sul fatto che il tester in generale viene fornito gratuitamente alle profumerie. Il magistrato ha anche appurato che il flacone, qualora fosse stato effettivamente in commercio, avrebbe avuto un costo di circa 70 euro. 

Il pm in aula, pur rivelando il valore commerciale pari a zero del tester, ha sottolineato che tuttavia il fatto è stato commesso e ha chiesto 4 mesi di reclusione e 900 euro di multa per l’imputato.

La difesa ha invece fatto leva sul fatto che l’imputato non si è mai sottratto al controllo della commessa e ha specificato che non vi è stato alcun danno all’esercizio commerciale. Avanzata quindi la richiesta di proscioglimento o di sentenza con valutazione della lieve entità del fatto.

Al termine della discussione il giudice Gaetano Mautone ha assolto l’imputato.


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10 febbraio, 2019

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