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Femminicidio-suicidio in Thailandia - Il racconto della cognata di Brizioli, che ha trovato i corpi senza vita: "Lui voleva tornare in Italia, ma i due non avevano i soldi per l'aereo"

“Stefano e Kusuma avevano litigato”

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Nonthaburi (Thailandia) – “Stefano e Kusuma avevano litigato. Lui voleva tornare in Italia, ma non avevano i soldi nemmeno per il biglietto aereo”. Lo ha raccontato al giornale tailandese T News, Sukanya Chumnan, la sorella di Kusuma Chumnan, seconda moglie di Stefano Brizioli.

Stefano e Kusuma, 55enne viterbese lui e 43enne tailandese lei, sono stati trovati morti sabato scorso a Nonthaburi, in Thailandia, dove vivevano. La tragedia, che sembrerebbe essere un femminicidio-suicidio, si è consumata a casa della sorella di Kusuma, dove la coppia conviveva. Da una prima ricostruzione, lei sarebbe stata strangolata, mentre il marito si sarebbe tagliato i polsi e pugnalato al cuore.

Stefano Brizioli con la moglie Kusuma Chumnan

La polizia, dopo essere entrata in quell’abitazione a due piani, oltre ai cadaveri, avrebbe trovato anche una lettera. In quelle righe, scritte in italiano da Brizioli, ci potrebbe essere la spiegazione del drammatico gesto. I giornali tailandesi parlano di motivi economici all’origine della tragedia. “Stefano mi aveva chiesto se nell’azienda in cui lavora mio figlio cercavano un operaio”, racconta un amico viterbese. “Mi chiamava spesso – aggiunge un altro – e mi diceva che voleva tornare in Italia e ritrovare un lavoro. Era pentito”.

Stefano e Kusuma erano marito e moglie da soli cinque mesi. Si erano conosciuti in chat lo scorso anno e per lui, separato e con due figli, è stato un colpo di fulmine. Ad agosto si licenzia (consegnava cibi e bevande per conto dell’Eurofood) e lascia Viterbo per la Thailandia, dove il 22 settembre si sposa. “Nessuno potrà mai sapere cosa sia realmente successo in questi cinque mesi – afferma un ex collega -. Siamo tutti scioccati, ma lo ricorderemo sempre con gioia e con un sorriso”. A Viterbo sono tutti increduli. “Non eri capace di fare del male, non avresti mai fatto del male a nessuno”, gli scrivono in tanti su Facebook.

La casa della tragedia in Thailandia

Marito e moglie vivevano a casa della sorelle di lei, dove sabato si è consumata la tragedia. Intorno alle 20 è stata proprio la cognata di Brizioli, Sukanya Chumnan, a fare la macabra scoperta. Il corpo di Kusuma era nel letto matrimoniale sotto un piumone marrone: la donna indossava un pigiama rosa. Stefano era invece a terra, appoggiato a torso nudo a un lato del letto e aveva dei tagli sulle braccia e al petto. A fianco, un coltello.

Secondo i media tailandesi, Sukanya Chumnan avrebbe visto Brignoli vivo per l’ultima volta intorno a mezzogiorno. Era andato in bagno, al piano terra, dove sono state trovate due macchie di sangue. Sembrerebbe che la donna avesse notato dei tagli a un braccio, ma non gli aveva dato peso. Intorno alle 20, preoccupata del silenzio della coppia, ha bussato alla porta della camera matrimoniale ma non ha ricevuto risposta. Chiusa dall’interno, è stata costretta ad abbatterla. Poi la macabra scoperta e la telefonata alla polizia. Marito e moglie sarebbero morti almeno otto ore prima il ritrovamento dei cadaveri, sui quali non sarebbero stati trovati segni di colluttazione. Cristallizzata la scena della tragedia, gli inquirenti tailandesi hanno sentito i parenti della coppia. I corpi sono poi stati portati via e sottoposti a ulteriori esami.

La casa della tragedia in Thailandia - L'intervento dei sanitari

Una volta riconsegnata ai familiari, la salma di Kusuma è stata vegliata fino a ieri nel tempio del Gange. Oggi verrà cremata. Anche Stefano verrà cremato, così come aveva chiesto. Una volontà espressa ai familiari. E il suo corpo, molto probabilmente, non tornerà in Italia ma rimarrà in Thailandia. I figli, i genitori anziani e il fratello sono stati contattati dalla Farnesina, che li ha messi al corrente della tragedia, e sono in stretto contatto con l’ambasciata tailandese, ma sono ancora in attesa di riposte. Domenica hanno appreso la notizia da un messaggio pubblicato su Facebook da Thanya Diehl, la nipote di Kusuma che vive negli Stati Uniti. Una foto della coppia nel giorno del matrimonio e la scritta in inglese: “L’amore è l’emozione più potente, perciò la più pericolosa”. E poi: “Ho avuto una notizia tristissima dalla Tailandia. Mia zia Kusuma è morta, assassinata dal marito che si è poi ucciso a sua volta. Quello che è successo è molto doloroso per me e la mia famiglia”.


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27 febbraio, 2019

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