Viterbo – “Questa assemblea – dice Lucia Ferrante, rappresentante del liceo scientifico Ruffini – l’abbiamo voluta noi studenti per trattare temi molto importanti”. Tra i quali la mafia, alla luce della recente operazione dei carabinieri che ha smantellato un’organizzazione mafiosa operante a Viterbo. Gli studenti del liceo scientifico, insieme all’associazione Amici del Ruffini, hanno voluto dedicare la loro assemblea proprio alla questione della legalità.
Alla mafia ha dedicato gran parte del suo intervento il colonnello dell’Arma Giuseppe Palma, comandante provinciale. I suoi militari, coordinati dalla Dda di Roma, hanno condotto l’operazione Erostrato che ha portato all’arresto di tredici persone. “Il mafioso? Non è un tipo da fiction, ma una persona normalissima. Affabile e sorridente come il vostro vicino di casa. La mafia? È violenza allo stato puro, ed è attraverso la violenza che terrorizza la gente e la costringe a piegarsi. La mafia è sopraffazione, e ha nella forza intimidatrice il suo tratto distintivo: teste mozzate di animali, spedizione di proiettili, incendi d’auto e utilizzo di candele funebri”.
L’assemblea di febbraio degli studenti del liceo scientifico Paolo Ruffini di Viterbo ha avuto come titolo “È legale schierarsi dalla parte della legalità?”, frase di Cetto La Qualunque, il personaggio politico interpretato dall’attore Antonio Albanese. Strutturata a mo’ di tavola rotonda, moderata dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, ha visto la partecipazione del pm Franco Pacifici, del giudice Eugenio Turco, presidente della seconda sezione civile del tribunale di Viterbo, del colonnello dei carabinieri Giuseppe Palma, del questore Massimo Macera, del comandante provinciale della Guardia di finanza Giosuè Colella, del presidente dell’ordine degli avvocati Marco Prosperoni, della viceprefetta Stefania Galella, del sostituto commissario della polizia postale Valerio Cervellini e della capitana dei carabinieri Fabiana Di Rosa di Roma.
“Questa assemblea – ha sottolineato il direttore di Tusciaweb, Galeotti – è una forte dimostrazione di legalità. E la legalità non può essere tutelata solo dai magistrati e dalle forze dell’ordine, ma da ognuno di noi. Questa assemblea è qualcosa di unico, una cosa meravigliosa”. Il questore Macera si è soffermato sui diritti e la libertà di manifestazione del pensiero, tra limiti e rispetto dell’altro. “Il diritto a manifestare è sacrosanto, ma nel manifestare non bisogna mai compromettere il prossimo. Spero – dice il questore rivolgendosi agli studenti – che le vostre forme di manifestazione siano sempre originali e fantasiose. Uscite dagli schemi, che le occupazioni le facevamo 40 anni fa. Oggi sono cose antiche”.
Il sostituto procuratore Pacifici è invece partito da una frase di Giorgio Gaber: La libertà è partecipazione. “Senza partecipazione – ha spiegato il magistrato – non si può fare gruppo, e senza fare gruppo si crea una società cattiva”. Diverse le domande degli studenti. Tra queste: Chi controlla il controllore? “La legge è uguale per tutti – ha evidenziato il pm Pacifici -. Dovete vivere con la sicurezza che chi sbaglia paga sempre. Sia un comune cittadino, un poliziotto, un carabiniere, un finanziere o un magistrato. La legge non ammette sconti. Anzi, le forze dell’ordine che commettono reati sono punti con pene maggiori. Ed è giusto così”.
Di regole ha parlato il giudice Turco, presidente della seconda sezione civile del tribunale di Viterbo. “Servono a disciplinare quelle questioni che generano conflitti”, ha spiegato. Poi, rivolgendosi agli studenti, ha aggiunto: “Se vi imbattete in comportamenti illegali, spero che denunciate sempre. Se l’indignazione non è forte, se il livello si abbassa, la battaglia è persa. La denuncia è una vostra arma di difesa”.
Il colonnello Colella, comandante provinciale della Finanza, ha affrontato il tema dell’e-commerce. Ovvero, la vendita e l’acquisto di prodotti via internet. “La rete offre tantissime possibilità. Abbatte le distanze, ma può nascondere anche truffe e insidie. Nell’e-commerce bisogna sempre fare attenzione a ciò che acquistiamo, perché quello che ordiniamo può non essere conforme con ciò che ci arriva a casa. Inoltre c’è pure chi cattura i nostri dati sensibili, perché nella rete i balordi si possono nascondere facilmente”. Su internet è possibile comparare anche le cosiddette Nps, ovvero le nuove sostanze psicoattive. “La loro potenzialità è elevata – ha detto la capitana dell’Arma Fabiana Di Rosa dei Ris di Roma -. Siate sempre coscienti di quello che fate”.
Sul cyberbullismo si è invece soffermato il sostituto commissario della polizia postale, Cervellini. “Chi vi ama non vi chiede una foto in atteggiamenti intimi, ma vi regala un mazzo di rose. Sei poi quell’immagine la pubblica sui social, non è altro che uno stronzo. Fate attenzione anche a ciò che postate voi stessi, perché quello che finisce in rete difficilmente può essere cancellato. Il web non dimentica e va vissuto con senso di responsabilità. Non vi fidate mai troppo facilmente, perché da dietro una tastiera è facile nascondere la propria identità e trarre in inganno l’interlocutore di turno”.
Tra gli interventi anche quelli della dirigente del liceo Ruffini, Maria Antonietta Bentivegna, della viceprefetta Stefania Galella, del provveditore agli studi di Viterbo, Daniele Peroni, e del presidente dell’ordine degli avvocati, Marco Prosperoni. L’iniziativa è stata organizzata dagli studenti del liceo scientifico in collaborazione l’associazione Amici del Ruffini e in particolare il suo presidente Roberto Corbo.
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