Civita Castellana – “Tu sei morto, o io o da qualcun altro, tu prima o poi muori, non mi hai fatto vedere mia figlia per sei mesi”.
In questa frase si nasconderebbe il movente di due violenti episodi avvenuti a Civita Castellana il 17 e il 31 dicembre 2016 per i quali sono finiti alla sbarra sei uomini.
Ha preso il via ieri davanti al giudice Giacomo Autizi il processo per rissa, minacce, lesioni personali e danneggiamento in cui sono imputati, a vario titolo, sei uomini di Civita Castellana, imparentati, di età compresa tra i 27 e i 62 anni. Quattro le parti offese, due sole delle quali si sono costituite parti civili.
La frase contenente la minaccia di morte sarebbe stata rivolta il 31 dicembre 2016 da C.M. a uno degli imputati, le cui iniziali sono P.L., parte civile assieme a un altro congiunto, M.L., solo parte offesa. Quest’ultimo colpito pochi giorni prima, il 17 dicembre, sempre da C.M., con un pugno alla testa, a causa del quale ha riportato un trauma contusivo dell’articolazione temporo-mandibolare di destra, refertato con una prognosi di sette giorni.
Lo stesso giorno, il 17 dicembre 2016, sempre M.L., avrebbe rischiato di essere investito da A.M nel corso di una violenta discussione, cui ha preso parte anche C.M., assieme al quale avrebbe anche preso a bastonate la macchina di P.L., fracassandone i finestrini e i fanalini, ammaccandone la carrozzeria e strappando via la portiera del lato guida.
Il processo entrerà nel vivo il 26 giugno, quando saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa, per chiarire la dinamica dei fatti e il movente scatenante tanta violenza.
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