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Tribunale - Una quindicenne testimonia in aula contro l'ex patrigno - L'uomo è accusato di danneggiamento e violenza privata

“Col trapano bucava la gomma dell’auto della mamma”

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Un'aula di tribunale

VIterbo – Un’aula del tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Col trapano in mano bucava la gomma dell’auto della mamma”. E’ la testimonianza in aula, davanti al giudice Giacomo Autizi, di una quindicenne. La madre, assieme all’ex suocera, finirono entrambe in ospedale in ambulanza. 

La ragazza aveva appena 12 anni il 29 giugno 2016 quando, tornando a casa dopo una serata a Caffeina, il patrigno, per vendicarsi dell’uscita serale della moglie da cui si stava separando, le ha bucato una ruota della macchina parcheggiata sotto casa. Il tutto sotto gli occhi della ragazzina, affacciata alla finestra, allertata dai timori.

La vittima, una 45enne d’origine brasiliana, ha testimoniato per prima, ieri, al processo in cui l’ex è imputato di danneggiamento e violenza privata. 

“Quella sera ero stata a un concerto jazz di caffeina con i figli e mia cugina. Lui mi ha tempestato di messaggi, scrivendo che mi avrebbe aspettato a casa, dove noi stavamo in un appartamento e lui in un altro, coi suoi genitori, visto che ci stavamo già separando. Noi siamo passati da dietro, per non farci vedere ed evitare scenate. Ma lui si è accorto che eravamo in casa e ha cominciato a urlare il mio nome. Io, sospettando che avesse qualcosa in mente, ho detto anche a mia figlia di vigilare. E infatti, poco dopo, lui, con un asciugamano in testa e il trapano in mano, ha bucato la ruota della mia macchina”, ha raccontato. 

La donna è scesa, con la figlia e la cugina, dando un calcio per rabbia all’automobile del marito. A quel punto sono scesi anche i suoceri e la situazione è precipitata. 

“Zoccola, puttana, mi urlava il mio ex e anche suo padre. Io già allora registravo tutte le sue telefonate e riprendevo ogni scenata. Chiesi di fare il video anche a mia cugina e a mia figlia. Al che mio marito mi ha strappato dalle mani il cellulare, poi lo ha spaccato sbattendolo con violenza sul contatore della luce”, ha proseguito la 45enne.

La figlia ha confermato al giudice entrambi gli episodi.

“L’ho visto in faccia mentre col trapano in mano bucava la gomma dell’auto della mamma”, ha detto. E ancora: “Le ha strappato il telefono dalle mani e lo ha rotto sbattendolo sul muretto”. 

Sul posto intervennero i carabinieri e anche le ambulanze del 118, per portare al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle suocera e nuora, venute nel frattempo alle mani. “Lei mi ha preso per i capelli e mi dava i pugni in testa”, ha detto la presunta vittima. 

Il pm e il difensore Samuele De Santis, oltre alla minore, vorrebbero sentire anche la cugina, che però all’epoca sarebbe stata solo in vacanza in Italia e sarebbe nel frattempo tornata da tempo in Brasile.

Si vedrà all’udienza del prossimo 24 giugno, quando potrebbe esserci anche la sentenza. 


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12 marzo, 2019

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