Viterbo – Coltello alla mano rapinano prostituta sulla Cassia. Uno dei due malviventi è stato processato ieri per rapina aggravata e porto di arma impropria davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei.
Il pubblico ministero Eliana Dolce ha chiesto una condanna a tre anni e sei mesi.
Il tribunale, sentito il difensoreMarco Valerio Mazzatosta, nominato all’ultimo momento in quanto l’avvocato d’ufficio non si è presentato, ha assolto l’uomo che, pur presente ai fatti, non si sarebbe mosso dalla macchina.
Nel frattempo sono passati quasi otto anni. Era il primo pomeriggio del 12 maggio 2011 quando la vittima, una lucciola di nazionalità romena, è stata avvicinata, mentre esercitava in una piazzola al confine tra le province di Viterbo e Roma, da due giovani giunti a bordo di un’automobile.
Uno dei due è sceso e, minacciando la vittima con un coltello, si è fatto consegnare la borsa, con all’interno il telefono cellulare e 190 euro in contanti. Mentre la coppia si dava lestamente alla fuga, però, la prostituta è riuscita ad annotare il numero di targa, consegnato poco dopo ai carabinieri della caserma di Campagnano, dove la donna è corsa a sporgere denuncia.
“Abbiamo scoperto che la vettura era intestata a un ragazzo, che siamo andati a cercare a casa, dove ci hanno detto che stava presso la carrozzeria del padre. Per cui siamo andati in officina dove, non appena ha visto la pattuglia, è salito in auto insieme al complice e si è dato alla fuga verso la capitale”, ha spiegato uno dei militari che hanno svolto le indagini e portato a termine nell’arco di un paio d’ore l’operazione.
“Abbiamo quindi diramato un bollettino di ricerca e a noi si sono unite le volanti di Roma. In breve la vettura coi due sospetti è stata intercettata all’altezza di Prima Porta e i due passeggeri sono stati posti in stato di fermo. La prostituta, che ci aveva già dato precise indicazioni sull’abbigliamento e sull’aspetto fisico dei banditi, li ha quindi identificati, completando i riscontri”, ha concluso il maresciallo.
La stessa prostituta, però – come ha fatto notare la difesa – avrebbe detto che solo uno dei banditi è sceso dalla macchina, minacciandola con un coltello per farsi consegnare la refurtiva, mentre l’altro, l’attuale imputato, pur essendo anche lui presente alla rapina, sarebbe rimasto a bordo della vettura senza partecipare al colpo.
Silvana Cortignani
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY