Vignanello – “Se non smetti di bere, non metti più piede in casa”.
Sarebbero bastate queste parole per far scattare la furia di un marito alcolista che, davanti ai due figli minori della coppia, ha brutalmente aggredito la compagna 35enne nel parcheggio sotto l’abitazione di Vignanello, prendendola per i capelli, trascinandola per terra e picchiandola selvaggiamente fino a quando non sono giunti in soccorso i carabinieri, chiamati dai vicini.
E’ successo l’estate scorsa e da quel giorno per l’uomo, che fu tratto in arresto, è scattato il divieto di avvicinamento alla casa familiare.
Ieri, invece, davanti al giudice Silvia Mattei, ha preso il via con la testimonianza della vittima il processo in cui è imputato di maltrattamenti in famiglia relativamente al periodo che va da dicembre 2017 a luglio 2018. L’ex è difeso dall’avvocato Luigi Mancini.
Tante sarebbero state le botte prese, ogniqualvolta il compagno tornava a casa ubriaco, che la donna ha faticato a ricostruire i singoli episodi.
“Posso dire che tra il 2002 e il 2018 lui andava, veniva, mi metteva le mani addosso tutte le volte che beveva e beveva spesso. Se minacciavo di chiudere diceva ‘se mi lasci mi ammazzo, ti butto di sotto, puttana, zoccola’. Quando fa la terapia sta bene, quando smette non ci si combatte. La sera che mi ha picchiata in strada davanti ai figli gli avevo detto ‘tu a casa non ritorni, se non smetti di bere’. Per la prima volta ho dovuto fare da scudo al più grande dei bambini, perché si stava avventando anche su di lui. Da quel momento è definitivamente finita. Adesso è in terapia e sta bene, abbiamo trovato un equilibrio per il bene dei figli, ma insieme non possiamo stare”, ha spiegato la presunta vittima.
In aula anche il comandante della stazione dei carabinieri di Soriano nel Cimino, maresciallo Paolo Lonero, il quale non solo ha confermato i frequenti interventi per placarlo mentre, anche sotto gli occhi dei militari, cercava di aggredirla, distribuiti nell’arco di oltre quindici anni, ma ha anche raccontato di un inquietante episodio, avvenuto a giugno dell’anno scorso.
“L’imputato, piombato in caserma completamente ubriaco per querelare la compagna, mentre era lì, davanti a noi carabinieri, si è spinto a dire che voleva buttarla dalla finestra. Viste le condizioni in cui stava e le minacce, lo abbiamo riaccompagnato a casa noi”, ha detto.
Il processo riprenderà il prossimo 8 maggio.
Silvana Cortignani
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