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Viterbo - Il capogruppo Fratelli d'Italia Paolo Bianchini su nuova crisi e relativo rimpasto dopo le europee come preannunciato dalla Lega

“Il problema è capire che da un anno siamo in comune senza risolvere i problemi”

di Giuseppe Ferlicca
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Paolo Bianchini

Paolo Bianchini

Viterbo – “Il problema non è il rimpasto, ma capire che da un anno siamo in comune senza risolvere i problemi”. Crisi di nuovo all’orizzonte in consiglio comunale, la Lega spinge per rivedere la giunta, se necessario anche azzerando gli assessori e il capogruppo Fratelli d’Italia Paolo Bianchini invita gli alleati a invertire la rotta. “Il mio invito è ad andare avanti tutti nella stessa direzione. Non possiamo più navigare a vista”.

La Lega minaccia di rompere la maggioranza in comune, dando come linea di confine le elezioni comunali ed europee. Dopo il 26 maggio che succede?
“Il problema non è la minaccia della Lega – sottolinea Bianchini – il punto è capire che da un anno siamo in comune senza risolvere i problemi e i nodi prima o poi vengono al pettine. Lo dico dalla scorsa estate. Servono una programmazione e una visione di quello che che c’è da fare. Non è più possibile navigare a vista, campare alla giornata. Poi le cose quando ti sbattono in faccia le devi affrontare in emergenza. E non è accettabile scaricare tutto sugli uffici o sul dirigente di turno. Troppo comodo. È la politica che decide e gli uffici non possono essere un alibi”.

Eppure, la vicenda Talete sembra dimostrare esattamente il contrario.
“Come si fa, quando hai tempo fino al 15 luglio per far eseguire il pignoramento e quando c’è un nuovo presidente di una società in cui il comune è socio maggioritario, a procedere in questo modo? Roba da dilettanti allo sbaraglio. Si rischia di fare grossi danni. C’è troppa leggerezza, anche per questioni delicate come Talete”.

Si rincorrono i problemi invece di prevenirli?
“Arriviamo sempre all’ultimo a mettere le pezze. Il comune deve governare facendo in modo che queste cose non accadano, non possiamo subirle. Adesso noi subiamo gli eventi, non li governiamo. Questo fa sì che si faccia la guerra all’assessora Laura Allegrini, ad esempio, per qualsiasi cosa. Non funziona così. Quando un cantiere apre, non lo fa Allegrini ma la giunta, la maggioranza. Se Contardo taglia l’erba, lo fa tutta la maggioranza. O c’è l’impegno ad andare tutti in una direzione, oppure non si va lontano”.

Tornando al fronte politico, il centrodestra è di nuovo in fibrillazione. La Lega chiede di rivedere la giunta, anche azzerandola. Un rimpasto è la risposta a tutti i problemi?
“La soluzione è che le forze di maggioranza si siedano, guardandosi negli occhi, subito dopo le elezioni, indipendentemente dalle posizioni di forza e dal peso politico di ciascuno. Chiarirsi su un punto: se c’è una volontà amministrativa, un modo condiviso per andare avanti o si vuole continuare solo a farsi la guerra. A me interessa fare. Fare e non annunciare per poi tornare indietro”.

Quest’amministrazione sta riscontrando difficoltà nel mettere in campo progetti, un’idea di città. Problemi continui anche nell’ordinario, vedi il verde. In città non si era mai vista l’erba così alta, solo perché non si è stati capaci finora di prorogare il servizio, come prevedeva il contratto scaduto il 15 aprile. Qui mancano proprio le basi, verrebbe da dire. Come mai?
“L’assessore, invece di fare proclami dovrebbe interrogarsi come mai se la delibera per ripetere il servizio, proposta il 13 maggio non andava bene e giovedì quando è stata riproposta, sì. Non è stata portata e adesso è tutto bloccato, ecco perché la politica dei proclami a me non piace. Concentriamoci sulla programmazione e su una visione di città che vogliamo realizzare”.

Visti i distinguo a livello nazionale ma anche locale, come per l’elezione del cda Talete o la divisione alle comunali, il centrodestra esiste ancora?
“Dobbiamo andare avanti. Il cda Talete è stato nominato non per avere un peso politico, ma per mettere la società in sicurezza, salvarla. Se la salvi, si salvano il comune, i 150 dipendenti e le 121mila utenze. Il mio invito è ad andare tutti nella stessa direzione, prima che sia troppo tardi. Mostrare i muscoli non serve a niente. Coi muscoli rischiamo solo che a pagarne le conseguenze sia solo la città”.

Giuseppe Ferlicca


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25 maggio, 2019

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