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Viterbo - Intervista al segretario regionale del Pd, Bruno Astorre, dopo l'incontro col prefetto Giovanni Bruno sui gravi problemi di sicurezza della Tuscia - Nel colloquio si è parlato anche delle riunioni strettamente di partito a cui partecipa sovente il rappresentante del governo sul territorio

“La presenza del prefetto alle cene elettorali non è sgradita a Salvini…”

di Daniele Camilli
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Bruno Astorre

Bruno Astorre

Tarquinia - Festa dei dieci anni della Lega - Il prefetto Giovanni Bruno

Tarquinia – Festa dei dieci anni della Lega – Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo - Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo - Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Tarquinia - Festa dei dieci anni della Lega - Il prefetto Giovanni Bruno

Tarquinia – Festa dei dieci anni della Lega – Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – “La presenza del prefetto di Viterbo alle cene elettorali della Lega non sarebbe sgradita al ministro degli interni Matteo Salvini”. E’ la sensazione che il segretario regionale del Partito democratico, Bruno Astorre, ha avuto incontrando il prefetto della città dei papi Giovanni Bruno. Un incontro durante il quale gli ha chiesto ragione della sua partecipazione a diversi appuntamenti elettorali della Lega. 

Bruno Astorre ha incontrato il prefetto a Viterbo per discutere di sicurezza dopo la pubblicazione dei dati del ministero dell’interno che vedono un aumento dei reati commessi nella Tuscia contrariamente a tutto il resto del Lazio dove invece sono in calo. Assieme ad Astorre, all’incontro hanno preso parte anche Luigi Zanda e Annamaria Parente, entrambi senatori. Una presenza alle cene elettorali della Lega, quella del prefetto Bruno, definita da Astorre “assolutamente inopportuna”. “Quando l’ho detto all’ex ministro Minniti – ha sottolineato il segretario del Pd – che è poi il ministro che lo ha nominato, è veramente trasecolato”. 

Cosa avete detto al prefetto Giovanni Bruno quando lo avete incontrato? 
“Noi abbiamo soprattutto sottolineato le nostre preoccupazioni in relazione allo stato della sicurezza in provincia di Viterbo. Dal un lato in relazione ai casi avvenuti ultimamente, e parliamo dell’inchiesta della Dda, dello stupro e dell’uccisione del commerciante. Dall’altro in merito alle statistiche riportate proprio dal ministero degli interni in cui si dice che a Viterbo i reati sono in aumento, contrariamente a quanto avviene in tutto il resto del Lazio. Volevamo quindi sapere dal prefetto quale era lo stato dell’ordine pubblico in provincia di Viterbo”.

E il prefetto cosa vi ha risposto? 
“Il prefetto ha detto che le maggiori preoccupazioni sono la presenza del carcere di Mammagialla, dove si trovano detenuti al 41bis una cinquantina di mafiosi, e il narcotraffico perché nella Tuscia c’è un uso di stupefacenti, la cocaina in particolare, molto diffuso. Sia tra le giovani generazioni sia tra i ceti più abbienti. Risulta invece positivo, dal punto di vista del prefetto, lo stato di coordinamento delle forze dell’ordine. Comunque sia il prefetto ritiene questo aumento dei reati un fenomeno circoscritto dovuto soprattutto a un aumento di denunce in alcuni luoghi specifici”.

Cosa intende fare il prefetto per fronteggiare l’aumento dei reati in provincia di Viterbo? “Quello che sta già facendo. Incrementerà il ruolo di coordinamento tra le forze dell’ordine, perché il ruolo del prefetto è e deve essere questo, chiedendo anche più personale per quanto riguarda carabinieri e polizia. Questo per garantire maggiore integrazione e sorveglianza del territorio. Ha inoltre assicurato che vengono monitorati i gruppuscoli estremisti, che in questo momento sono di estrema destra ma che in passato sono stati anche di altra tendenza”.

Quali sono state, invece, le vostre richieste? 
“Maggiore presenza e coordinamento delle forze dell’ordine e soprattutto una maggiore equidistanza del prefetto rispetto a tutte le sensibilità politiche e istituzioni locali. E questo può anche essere messo in dubbio dalla partecipazione ad alcune cene elettorali che sono state riportate dagli organi di informazione, in particolare da Tusciaweb”.

Che ne pensa della partecipazione del prefetto di Viterbo alle cene elettorali? 
“Penso che sia assolutamente inopportuna. Io non mi sono mai sognato di andarci, neanche quando ero assessore regionale. E non mi sono mai sognato di invitare rappresentanti istituzionali a cene elettorali. Penso che sia una presenza inopportuna. Il ministro stesso dovrebbe dire al prefetto di non partecipare. Dobbiamo poi tener conto che domenica, nella Tuscia, andranno al voto 26 comuni. E la regolarità delle elezioni è affidata soprattutto alla prefettura. Quindi, sapere che, non solo formalmente, ma anche in apparenza, dunque sostanzialmente, un prefetto è super partes è una garanzia per il processo democratico. Se uno a Civita Castellana oppure a Tarquinia va al voto e pensa che sei della Lega e sei stato a cena, è chiaro che pensa che, se poi deve esserci una querelle, il prefetto potrebbe non svolgere il ruolo imparziale che ha”.

Avete fatto presente al prefetto la sua partecipazione alle cene della Lega durante l’incontro che avete avuto? 
“Glielo abbiamo fatto presente”.

E il prefetto cosa ha risposto?
 
“L’unica cosa che le posso dire è che mi è sembrato di capire che queste cene non sono sgradite al ministro Salvini”.

Quindi al ministro Salvini non sarebbe “sgradita” la presenza del prefetto alle cene della Lega… 
“Di più non posso dire. Ma posso dire questo, che al ministro non è sgradita la presenza del prefetto. E questo oggettivamente non depone a favore del ministro degli Interni. Quando l’ho detto a Minniti, che è poi il ministro che lo ha nominato, il prefetto, è veramente trasecolato”.

E’ una sensazione che ha avuto lei personalmente oppure è la sensazione che le ha dato il prefetto di Viterbo rispondendole? 
“Diciamo che io ho capito che la presenza del prefetto alle cene elettorali di Salvini non è sgradita, ribadisco”.

Daniele Camilli


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24 maggio, 2019

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