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Per una cultura del rispetto contro ogni forma di violenza - Interviene il direttore scientifico del Centro per gli studi criminologici, Rita Giorgi

Agar, un tavolo di lavoro sulla medicina di genere e il benessere della donna

di Rita Giorgi
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Agar

Agar

Viterbo – Al fine di ampliare “l’offerta formativa” della rubrica Per una cultura del rispetto contro ogni forma di violenza, spazio collaborativo nato per continuare, in un contesto pubblico più ampio, il discorso avviato nel 2016 dal progetto “Un pesce in una biglia” curato dall’associazione culturale Donna Olimpia onlus, riceviamo e volentieri pubblichiamo la presentazione del tavolo di lavoro “Agar” e il resoconto del suo primo evento, svoltosi l’8 marzo scorso a Viterbo.

Perché questa rubrica, come evidenziato all’atto della sua presentazione, intende, tra le altre sue finalità, fornire informazioni sulle attività delle associazioni private e pubbliche che promuovono la cultura del rispetto e contrastano a vari livelli il fenomeno della violenza sulle donne.

Maria Elena Piferi
Presidente associazione culturale Donna Olimpia onlus


Agar, ovvero un tavolo di lavoro sulla medicina di genere e il benessere della donna

L’8 Marzo si è costituito a Viterbo, presso la sede del Centro Studi Criminologici in Piazza San Francesco 2, un tavolo di lavoro sulla medicina di genere chiamato “Agar”, acronimo di Amore, Genere, Attenzione e Rispetto, ossia amore, rispetto e attenzione al genere femminile, vera e propria “mission” del tavolo di lavoro, promosso dal Centro Studi Criminologici (CSC), dall’Ordine dei Medici e dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Viterbo.

Agar è un personaggio biblico, è la schiava che diede alla luce Ismaele, il figlio avuto dal patriarca Abramo che abbandonò entrambi nel deserto nel momento in cui ebbe Isacco dalla moglie Sara.

Agar è la donna ancella che ha il compito di procreare sottomettendosi al potere dell’uomo, figura che ha ispirato il romanzo “Il racconto dell’ancella” della poetessa, scrittrice e ambientalista canadese Margaret Atwood. Un romanzo distopico del 1985 ambientato in un futuro prossimo, in una “teocrazia totalitaria” che ha rovesciato il governo degli Stati Uniti.

“Il racconto dell’ancella” esplora i temi della sottomissione della donna e dei vari mezzi che la politica impiega per asservire il corpo femminile e le sue funzioni riproduttive ai propri scopi. Adattato sul grande schermo è in seguito diventato una serie televisiva, “The Handmaid’s Tale”, trasmessa anche in Italia.

Il pensiero che nel 2019 l’immagine della donna possa essere associata alla mera funzione di procreazione può farci rabbrividire, e invece sappiamo che ancora oggi è difficile sconfiggere il luogo comune secondo cui la donna può sentirsi realizzata solo attraverso la maternità. Da qui nasce l’interesse al genere femminile di Agar, come attenzione alla complessità e alle diverse sfaccettature del mondo della donna, biologico, psicologico, sociale e lavorativo.

L’obiettivo di questo tavolo di lavoro è quello di dialogare con i giovani sulle differenze di genere e sul significato dell’amore, attraverso interventi focalizzati alla diffusione della concezione che l’unico amore possibile sia quello basato sul rispetto per la donna, in opposizione a quell’amore “malato” e controllante che ogni giorno miete vittime.

Il 13 marzo si è tenuto il primo evento sugli effetti neurocognitivi del disturbo post-traumatico da stress in donne che hanno subìto violenza. Un seminario che ha coinvolto diverse professionalità che hanno dibattuto sulla relazione disfunzionale tra l’uomo violento e la “sua” donna, tra il persecutore e la sua vittima, una spirale violenta che rende necessario un intervento di prevenzione, sostegno e cura per tutte le donne coinvolte in violenze e abusi, in un’ottica sistemica e in sinergia con tutti coloro che sul territorio si occupano di questo fenomeno.

Agar è presente sul sito criminologi.com e sui social con una pagina facebook dedicata.

Rita Giorgi
Direttore scientifico del Centro per gli studi criminologici


Chi vuole contribuire alla rubrica Per una cultura del rispetto contro ogni forma di violenza può inviare un articolo al seguente indirizzo mail culturadelrispetto@tusciaweb.it, indicando i recapiti necessari per far contattare l’autore dalla redazione, che valuterà la pertinenza dei contributi stessi agli obiettivi del progetto e si riserva la facoltà di pubblicarli o meno, nonché di proporre all’autore eventuali modifiche formali per adeguarli agli standard del quotidiano.


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11 giugno, 2019

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