Viterbo – (sil.co.) – Operazione “Movimento”, confermata anche dai giudici del tribunale del Riesame la misura di custodia cautelare a Mammagialla per il 32enne albanese arrestato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina lo scorso 10 maggio a Viterbo.
Sarebbe bastata un’emoticon per ordinare la droga attraverso lo smartphone. Una manina per prenotare cinque grammi di cocaina. Utilizzando l’app “segreta” Signal, che cancella i messaggi dopo pochi secondi. Il cui uso non è però sfuggito agli investigatori che hanno condotto l’inchiesta.
In azione, la sera del 10 maggio, i carabinieri del Norm, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare del gip Rita Cialoni – ora blindata dal Riesame – conducendo il giovane in carcere, dopo avere intercettato E.T., queste le iniziali, all’interno del bar Blitz di via della Sapienza.
Per i giudici capitolini non ci sono gli estremi per una revoca o alleggerimento della misura, così come già stabilito dal giudice per le indagini preliminari che aveva rigettato una prima istanza del difensore Remigio Sicilia dopo l’interrogatorio di garanzia.
Secondo l’accusa, il 32enne sarebbe tra i fornitori di una rete di piccoli pusher del capoluogo, il cui fermo in massa, nell’estate dell’anno scorso, avrebbe dato impulso all’indagine dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi che in primavera ha chiesto il carcere.
Un sistema pratico, discreto e veloce l’app Signal che, secondo l’accusa, avrebbe permesso al “pusher dei pusher”di immettere sul mercato quantitativi anche nell’ordine di 50 grammi alla settimana, per introiti di migliaia di euro al mese.
L’albanese avrebbe provveduto, come scrivono in una nota i carabinieri che hanno ricostruito il modus operandi dell’arrestato, “con professionalità, a tutti gli aspetti logistici inerenti l’approvvigionamento, il trasporto e l’occultamento che, in alcuni casi, avveniva nelle campagne viterbesi, adottando scaltre condotte al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine”.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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