Viterbo – “Una stimolante competizione dove l’arte oratoria fa capire che dietro il diritto c’è l’avvocato con la sua umanità e la sua capacità”. Così l’avvocato Stefano Brenciaglia, direttore della scuola forense della Tuscia, ha dato il via alla quinta edizione di “Scacco d’Atto”, competizione tra varie scuole forensi d’Italia dove gli “scacchisti” sono praticanti che si cimentano in vere e proprie discussioni di fronte a una commissione giudicante di avvocati.
Quest’anno la manifestazione si svolge nelle aule del tribunale di Viterbo nei giorni 20, 21 e 22 giugno. Città ospitante proprio il capoluogo della Tuscia perché nella scorsa edizione di Messina la scuola forense viterbese è risultata la vincitrice della gara.
“Questa è una competizione sana e stimolante da cui tutti usciranno arricchiti – ha aggiunto Stefano Brenciaglia –. L’arte oratoria fa capire che dietro il diritto c’è l’uomo avvocato con la sua umanità e le sue capacità”. L’avvocato ha poi rivolto i suoi ringraziamenti al consiglio nazionale forense, alla scuola superiore dell’avvocatura, all’ordine degli avvocati di Viterbo, ai docenti e ai tutor.
Dodici le scuole in gara: Alto Tirreno, Bari, Brindisi, Castrovillari, Cosenza, Monza, Palermo, Taranto, Trani, Venezia, Viterbo e mista. Oltre 130 i partecipanti tra tirocinanti e avvocati-tutor. A patrocinare l’evento il consiglio nazionale forense e la scuola superiore dell’avvocatura.
La competizione si inserisce nel percorso formativo che i giovani tirocinanti, aspiranti avvocati, debbono superare per l’accesso alla professione e che prevede per legge, oltre alla pratica svolta in uno studio professionale, la frequenza di corsi di formazione di indirizzo professionale, tenuti da ordini o associazioni forensi.
“Per noi è un onore ospitare iniziative che coinvolgono giovani – ha aggiunto Maria Rosaria Covelli, presidente del tribunale di Viterbo –. ‘Scacco d’Atto’ si pone come obiettivo il recupero dell’oralità, della persuasione e della discussione. Fa leva sul fatto che, oltre allo studio, è anche importante lo sviluppo tecnico di capacità che devono far parte dei processi. È un bene che siano riportate in auge quelle che sono sempre state le caratteristiche dell’avvocato. La retorica serve per orientare il giudice e il giudice è contento se in una discussione c’è un confronto perché spesso in questo modo vengono messi in luce dettagli che possono anche sfuggire”.
A illustrare le modalità di gioco l’avvocato Vincenzo di Maggio, consigliere nazionale forense.
Quattro i candidati per ogni scuola forense, due per le materie civilistiche e due per quelle di diritto e procedura penale. Due i gironi di sfida. Le prime squadre classificate del girone si incontreranno poi per svolgere le semifinali e la finale. La discussione di ogni candidato potrà durare al massimo 10 minuti e le parti avranno anche cinque minuti in più per eventuale replica. La scuola forense vincitrice sarà decretata il 22 pomeriggio.
Marco Prosperoni, presidente dell’ordine degli avvocati di Viterbo, ha poi fatto l’in bocca al lupo agli “scacchisti”. “Nei vostri occhi vedo la tensione, la preparazione, l’entusiasmo. Siamo onorati di ospitarvi – ha detto -. Combattete con le armi delle retorica e avrete dei giudici imparziali di fronte a voi”.
La manifestazione si svolge nelle aule del tribunale di Viterbo grazie alla disponibilità della presidente del tribunale e del procuratore della Repubblica.
Maurizia Marcoaldi
Gallery: Torneo di retorica forense “Scacco d’atto”
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