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Tribunale - "La droga era mia, lui non sapeva niente", ha detto il ventenne romano che ha patteggiato due anni - Tornavano dalla capitale a Viterbo, dove erano coinquilini

Studenti al casello con mezzo chilo di hashish, assolto 23enne

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Orte - I carabinieri al casello dell'autostrada

Orte – I carabinieri al casello dell’autostrada

Orte – Studenti sorpresi con mezzo chilo di hashish in macchina al casello di Orte, il ventenne romano ha patteggiato una condanna a due anni per spaccio lo scorso 13 marzo, il 23enne grossetano è stato assolto ieri per non avere commesso il fatto. Non sono emerse prove del suo coinvolgimento durante il processo. 

In tribunale è giunto accompagnato dai genitori. Entrambi sono stati difesi dall’avvocato Paolo Labbate, che ha scelto di procedere con il rito alternativo per il primo e con l’ordinario per il secondo, il quale si è sempre detto all’oscuro dello stupefacente. 

I carabinieri della stazione di Orte li hanno fermati per un normale controllo verso le 17,30 dell’11 febbraio, all’uscita del casello autostradale mentre tornavano a Viterbo da Roma, scoprendo mezzo chilo di hashish a bordo della Opel Adam su cui la coppia stava viaggiando. 

Insospettiti dal nervosismo dei due giovani, poi risultati incensurati, i militari hanno perquisito la vettura, trovando a bordo cinque panetti di hashish da un etto ciascuno, tre nascosti sotto la moquette del portabagagli e due dentro il vano portaoggetti del cruscotto dell’abitacolo.

“Lo stupefacente era mio, stavo attraversando un periodo di difficoltà economiche. Il mio coinquilino mi aveva accompagnato a Roma per prendere delle cose a casa, poi in zona Tiburtina sono sceso un attimo e ho preso l’hashish, ma lui non lo sapeva. L’ho infilato nelle tasche del giubbotto e l’ho nascosto in auto quando lui è sceso per fare pipì”, ha detto al giudice il ventenne che tre mesi fa ha patteggiato due anni e una multa di ottomila euro con sospensione della pena. Già dopo la convalida i due ventenni erano stati rimessi in libertà, senza alcuna misura cautelare. 

Il bilancino sequestrato nell’abitazione viterbese dei ventenni, dove era stato infilato in un cassetto, sarebbe stato del giovane che ha patteggiato, mentre i 4,15 grammi di marijuana sarebbero stati già da prima nella casa, affittata agli studenti, dove ci sarebbe stato un gran via vai di giovani.

“La marijuana non era la mia e non sapevo niente dell’hashish nascosto nella macchina”, ha ribadito l’imputato, fornendo al giudice Massini la stessa versione già data al giudice Silvia Mattei durante l’interrogatorio di convalida. E’ stato assolto, su richiesta sia del pm che della difesa, dal momento che nel corso del processo per direttissima non sono emerse prove a suo carico e lui ha sempre negato.  

Silvana Cortignani


Articoli: Studenti al casello con mezzo chilo di hashish, uno patteggia due anni – Al casello con mezzo chilo di hashish in macchina, in libertà i due arrestati – Sorpresi con mezzo chilo di hashish in macchina


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11 giugno, 2019

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