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Tribunale - Il giornalista accusò due agenti della stradale di avere messo un file erotico tra le intercettazioni della macchina del fango - Intanto rinuncia ai testi Marini e Fiorito in una diffamazione ai danni di Battistoni

Calunnia a luci rosse, continua il processo contro Paolo Gianlorenzo

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

il pm Massimiliano Siddi

il pm Massimiliano Siddi

Paolo Gianlorenzo con l'avvocato Franco Taurchini in Procura

Paolo Gianlorenzo con l’avvocato Franco Taurchini in Procura

Viterbo – (sil.co.) – File audio a luci rosse, è ripreso ieri il processo in cui il giornalista Paolo Gianlorenzo è accusato di calunnia ai danni di due agenti del nucleo di polizia giudiziaria della stradale.

Il 26 settembre 2013 li avrebbe accusati di avere inserito un file audio privato, la registrazione di un rapporto sessuale, in un dvd contenente intercettazioni della maxinchiesta “macchina del fango” che gli era stato sequestrato e che aveva chiesto indietro a scopo difensivo.

“Come vi siete permessi?”, avrebbe tuonato, telefonando direttamente alla segreteria del pm Massimiliano Siddi, facendosi passare l’ispettore Secondiano Veruschi, che si trovava per caso in procura assieme al collega Ferdinando Buggiotti.


“Gianlorenzo ammise lo sbaglio due mesi dopo davanti al gip”

I due agenti, già sentiti alla prima udienza del processo per calunnia a Gainlorenzo, il 3 ottobre 2016, sono stati ascoltati nuovamente ieri in aula, dopo quasi tre anni, essendo nel frattempo il processo passato dal giudice Rita Cialoni al giudice Elisabetta Massini, nell’ambito della rotazione tra magistrati.

Gianlorenzo, resosi cont0 di avere preso un abbaglio, il pomeriggio successivo alla telefonata, verso le 16,30 del 27 settembre 2013, si sarebbe recato al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino per chiedere scusa.

“Quando ha telefonato, gli avevamo detto di venire subito e portare il dvd, ma Gianlorenzo non si è visto. Il giorno dopo, quando è venuto, io stavo trascrivendo il verbale di un interrogatorio e avevamo da fare con un’inchiesta della procura, quindi fu allontanato. Poi non si è più presentato”, ha proseguito Veruschi.

“Al telefono disse ‘Come vi siete permessi? non finisce qui’. Il giorno dopo venne, ma non fu ricevuto. Poi, due mesi dopo, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip che aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disse che si era sbagliato e aveva confuso i dischetti. Ma non ricordo altri ravvedimenti prima”, ha poi spiegato Veruschi al difensore Franco Taurchini, secondo cui le scuse furono sollecite.

L’avvocato Taurchini ha rinunciato alla sua lista testimoniale, per cui dopo quasi sei anni dai fatti l’istruttoria può dirsi finalmente chiusa. Ma siccome Gianlorenzo ieri ha dovuto allontanarsi e vuole essere ascoltato per fornire la sua versione, il processo è stato rinviato per l’esame dell’imputato e la discussione al prossimo 13 gennaio. 


Diffamazione a Battistoni, non testimonieranno per la difesa Fiorito e Marini 

Allo stesso giorno, il 13 gennaio 2020, è stato rinviato uno dei tanti processi in cui Gianlorenzo è accusato di diffamazione a mezzo stampa dal senatore Francesco Battistoni, parte civile con l’avvocato Matteo Moriggi. 

Ieri avrebbero dovuto essere sentiti quali testimoni della difesa l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, Gianfranco Fiorito, e l’ex sindaco Giulio Marini, ma nessuno dei due era presente in aula. 

Anche in questo caso l’avvocato Franco Taurchini ha rinunciato ai due testimoni e il giudice Massini ha rinviato l’udienza al 13 gennaio per la discussione e la sentenza. I fatti risalgono anche in questo caso all’anno 2013. 

 


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2 luglio, 2019

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