Viterbo – Una perdita d’acqua calda vicino alle masse di San Sisto, proprio all’imbocco della trasversale direzione Viterbo-Orte. Nei pressi della concessione mineraria “Paliano”. Una perdita che a occhio sembra consistente e che andrebbe avanti da qualche giorno. L’acqua calda si sta disperdendo nelle campagne.
Nel frattempo alle masse di San Sisto manca l’acqua calda dal 23 giugno, cosa che sta procurando una lenta ma inesorabile perdita di clienti ai danni dell’associazione Masse che tuttavia resiste. Anche ieri, domenica, erano diverse le persone che, nonostante la presenza di acqua fredda, hanno voluto passare la giornata all’interno dell’impianto termale che da decenni rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per il territorio.
La regione Lazio da qualche settimana ha pubblicato sul bollettino ufficiale il progetto di chiusura e ricondizionamento del pozzo San Sisto. Passaggio formale prima di procedere all’installazione di una specie di tappo da parte della società Free Time. Cosa che spingerà l’acqua termale in direzione del Paliano, stabilimento in fase di realizzazione qualche centinaio di metri più a nord e in possesso della concessione mineraria.
Un contenzioso che va avanti da diverso tempo e dove, recentemente, ha messo mano anche la soprintendente, bloccando la chiusura del pozzo di San Sisto prevista per il 25 giugno.
Il 21 giugno la soprintendente Margherita Eichberg ha infatti inviato una lettera a regione Lazio, prefettura, questura, tribunale, associazione Masse, società Antiche terme romane, società Free Time, comune di Viterbo e per conoscenza anche ai carabinieri. Nella missiva la soprintendente faceva notare che “le aree interessate dall’intervento – scrive Eichberg – risultano sottoposte a tutela e pertanto qualsiasi operazione va preventivamente autorizzata”. Quindi, siccome alla soprintendenza “non risulta pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione nel merito, si chiede – prosegue Margherita Eichberg – di sospendere l’inizio dei lavori previsti per il giorno 25 giugno, acquisire la necessaria autorizzazione di questo ufficio, e concordarne le modalità di esecuzione”. Eichberg chiede anche “al comando carabinieri tutela patrimonio culturale di vigilare sull’ottemperanza della richiesta”.
Ciononostante, due giorni prima la data fissata per la chiusura del pozzo di San Sisto e due giorni dopo la lettera di Eichberg, l’acqua calda ha smesso di arrivare nelle vasche delle masse di San Sisto. E lì vicino, a ridosso del “Paliano”, a pochi metri dal confine della concessione mineraria, c’è una perdita, anch’essa d’acqua calda che, probabilmente, sarebbe il caso di controllare. Natura e provenienza.
Daniele Camilli
Multimedia – Fotogallery: La zona della perdita d’acqua calda – Video: La perdita d’acqua calda
Articoli: La soprintendente ferma la chiusura del pozzo di San Sisto – “Masse di San Sisto, i carabinieri hanno accertato la mancanza d’acqua…” – Chiudono le masse di San Sisto
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