Viterbo – Il Tar del Lazio ha annullato il concorso per dirigenti scolastici perché all’interno della commissione e delle sotto commissioni che hanno deciso le tabelle di valutazione e le domande di inglese erano presenti un sindaco e due membri coinvolti in corsi di formazione per il concorso stesso. “Una situazione che avrà sicuramente – ha detto la segretaria organizzativa regionale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli – contraccolpi molto gravi sul reclutamento dei dirigenti scolastici. Rischiando di gettare la scuola nel caos. Il concorso doveva essere uno snodo fondamentale per la formazione stessa di una nuova generazione di dirigenti scolastici rappresentando a sua volta un termine di confronto anche per chiarire le competenze dei dirigenti”.
Il Tar Lazio ha annullato quindi la procedura concorsuale che avrebbe dovuto permettere l’inserimento di migliaia di nuovi ds in questo ruolo apicale della burocrazia della pubblica amministrazione scolastica. Con molta probabilità si dovranno rifare le prove scritte e orali. Potrebbero salvarsi le prove preselettive, perché la commissione illegittima ha operato solo per le griglie delle altre prove e i quesiti di lingua. Il ministero ha già fatto sapere che farà ricorso al Consiglio di Stato.
“Il motivo scelto dal Tar è di per sé sufficiente per l’annullamento definitivo – spiega Somigli – A questo punto l’ultima parola spetta ai giudici. Senza considerare i risvolti penali. Il Tar dice anche chiaramente che è il ministero ad aver mancato nella vigilanza della nomina dei commissari. Con la sentenza del Tar Lazio si avvia l’ennesimo calvario giudiziario che sta caratterizzando tutti i concorsi per la selezione dei dirigenti scolastici”.
Il Tar, pur respingendo i numerosi elementi su possibili irregolarità portati all’attenzione da parte di varie persone che avevano fatto ricorso alla magistratura amministrativa, ha ritenuto fondato il motivo relativo alla costituzione della commissione viziata da situazioni di incompatibilità di alcuni suoi componenti con l’effetto di travolgere tutti gli atti della procedura concorsuale.
“E’ un film già visto – prosegue la segretaria organizzativa della Uil scuola – Il ministero che propone appello e il Consiglio di Stato che dovrà decidere se confermare o meno la sentenza, aprendo una serie di contenziosi anche tra gli stessi candidati. L’unica certezza è che il sistema scolastico subirà ancora una volta un grave contraccolpo che getta nel caos le scuole e l’avvio del prossimo anno scolastico. Senza considerare i candidati che restano nella più totale incertezza dopo aver affrontato enormi sacrifici nella preparazione del concorso”.
“La Uil scuola, attraverso i propri uffici legali, cercherà di intervenire al fine di tutelare tutti i propri iscritti, sia quelli esclusi dal concorso, che a favore di tutti i candidati che legittimamente hanno superato le diverse fasi concorsuali. Chiediamo l’immediato intervento del ministro affinché intervenga per garantire i diritti di tutti i candidati, nessuno escluso. La stessa politica – conclude Silvia Somigli – è anche chiamata alla sua responsabilità oggettiva e a mettere in discussione un sistema che ha mostrato di non essere non solo inefficace, ma incapace a risolvere problemi di selezione che vanno sicuramente cambiati”.
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