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Tribunale - Fabrica di Roma - Potrebbe essere malato di mente, ma per ben tre volte si è sottratto al medico - Sarà accompagnato dai carabinieri

Urla “zoccola, scendi che ti devo scopare”, disposta la perizia psichiatrica in tribunale

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Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

Fabrica di Roma – (sil.co.) – Tra gennaio e febbraio dell’anno scorso ha preso di mira una donna di Fabrica di Roma, tentando di violentarla per strada e poi appostandosi sotto casa della vittima urlandole: “Zoccola, scendi che io sono pronto, ti devo scopare”. 

Accusato di violenza sessuale e stalking, potrebbe non essere in grado di intendere e di volere.

Ma l’imputato si è sottratto per ben tre volte alla perizia psichiatrica disposta dal tribunale prima ancora di ammettere le prove del processo. Una perizia che potrebbe scagionarlo, qualora dovesse emergere una condizione di impunibilità per totale vizio di mente.

Per questo ieri il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei ha disposto che l’uomo, difeso dall’avvocatessa Alessandra Vittori e sottoposto a libertà vigilata, il prossimo 17 settembre venga condotto in aula dai carabinieri e quindi immediatamente visitato nell’infermeria del palazzo di giustizia dalla psichiatra Cristiana Morera, alla presenza dei militari dell’arma. “Nel suo interesse”, ha sottolineato la presidente Mattei. 

Un caso delicato. I fatti per cui l’imputato è finito sotto processo sarebbero avvenuti tra l’8 gennaio e il 28 febbraio 2018 a Fabrica di Roma. 

L’8 gennaio, l’imputato avrebbe avvicinato la vittima per strada mentre si stava recando al lavoro, abbassandosi i pantaloni e dicendole che voleva fare sesso con lei, dopo di che, con i genitali scoperti, secondo l’accusa l’avrebbe afferrata da dietro tentando di avere un rapporto sessuale, “spingendole con insistenza il pene contro le natiche, desistendo solo per l’arrivo di un’autovettura dei carabinieri”. Il giorno successivo, non contento, il molestatore avrebbe fatto il bis, costringendola nuovamente a subire atti sessuali e non riuscendo ad avere un rapporto completo solo grazie all’energica opposizione della vittima. 

Minacce e molestie sarebbero proseguite anche nelle settimane successive, motivo per cui è accusato anche di stalking. L’uomo si sarebbe appostato in strada, facendosi trovare nei luoghi frequentati dalla donna, scoprendosi i genitali e dicendole che voleva fare sesso con lei.

Infine avrebbe cominciato a piazzarsi direttamente sotto l’abitazione della vittima, urlando frasi piene di insulti: “Zoccola, scendi che io sono pronto; ti devo scopare; lo so che hai cambiato orario; prima o poi ti scopo; hai capito, scendi giù; scendi giù che devo finire la scopata che non ho ancora completato”. 


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17 luglio, 2019

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