Civita Castellana – Aggredisce i genitori, le loro condizioni di salute migliorano. Il figlio, che ha tentato il suicidio, è invece stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Belcolle.
È stata dimessa ieri dall’Andosilla di Civita Castellana la donna di 64 anni che domenica sera è stata aggredita, insieme al marito, dal figlio 38enne. È stata raggiunta, in pieno viso, almeno da una testata, che le ha provocato fratture al naso.
Una specie di raptus quello del giovane, che poteva degenerare in tragedia. La madre avrebbe visto il 38enne assente. “Vuoi che andiamo all’ospedale?”, gli avrebbe detto. Lui avrebbe rifiutato e avrebbe reagito con violenza, fino ad afferrare il primo coltello che ha trovato in cucina. Poi, per strada, ha rincorso per un centinaio di metri il padre che era scappato e gli ha affondato la lama su una spalla. L’uomo, 70 anni, resta ricoverato all’ospedale Andosilla. È sotto osservazione, ma non è in pericolo di vita.
È successo tutto in pochi minuti, intorno alle 19,45 di domenica. In località La Penna, a Civita Castellana. Il 38enne, dopo aver aggredito i genitori, si è barricato in taverna dove avrebbe cercato di uccidersi tagliandosi le vene. I carabinieri sono dovuti entrare sfondando una finestra con l’aiuto dei vigili del fuoco. Lo hanno trovato cosciente, a terra in un lago di sangue, con ferite a un polso e al collo. Grazie ai primi soccorsi di militari e sanitari l’emorragia è stata subito fermata.
Il 118 è arrivato con due ambulanze e un elisoccorso. I medici hanno poi portato l’intera famiglia in ospedale. Nessuno è mai stato in pericolo di vita, né ha mai perso i sensi. Per i genitori la prognosi non supererebbe i venti giorni, mentre il figlio è poi stato ricoverato nel reparto psichiatrico del Belcolle di Viterbo. Su di lui, adesso, pende un’indagine per lesioni personali aggravate. Non rischia l’arresto, per le sue condizioni di fragilità psicologica.
Domenica sera sono stati i genitori a chiamare aiuto. Feriti, ma coscienti. Una famiglia normale, la descrivono tutti a Civita. Brave persone, conosciute e stimate. Il 38enne, titolare di una palestra, abitava con i genitori nella casa in località La Penna. A novembre 2009 tutto il paese restò per sedici giorni col fiato sospeso per lui: ebbe un incidente con la macchina e rimase in coma più di due settimane.
Padre geometra e madre insegnante, quel figlio che finora gli avrebbe dato solo la grande preoccupazione di quel brutto incidente d’auto.
Tusciaweb ha deciso di non rendere pubbliche le generalità delle persone coinvolte nella vicenda per elementari motivi deontologici, vista anche la delicatezza della situazione e le fragilità di alcune delle persone coinvolte, che va assolutamente tutelata.
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