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Cucina - "Berto" apre a Londra e spopola - La ricetta è quella di Pietro e Preziosa, marito e moglie con un'attività ventennale nella Tuscia

Ai londinesi piace la pasta “made in Ronciglione”

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Pietro Romitelli e lo staff della "Bottega della pasta"

Pietro Romitelli e lo staff della “Bottega della pasta”

Pietro Romitelli e lo staff della "Bottega della pasta"

Pietro Romitelli e lo staff della “Bottega della pasta”

Il negozio "Berto", che vende pasta ronciglionese a Londra

Il negozio “Berto”, che vende pasta ronciglionese a Londra

Il negozio "Berto", che vende pasta ronciglionese a Londra - Alcune portate

Il negozio “Berto”, che vende pasta ronciglionese a Londra – Alcune portate

Il negozio "Berto", che vende pasta ronciglionese a Londra

Il negozio “Berto”, che vende pasta ronciglionese a Londra

Ronciglione – Milleottocento piatti serviti in una settimana. Nel nuovo ristorante londinese “Berto”, aperto ad agosto al 155 di Holloway Road, batte un cuore ronciglionese.

Se è vero – come è vero – il claim di un noto spot televisivo che diceva che “il segreto di una buona pasta è proprio la pasta”, la fortuna di “Berto” è nelle mani di Pietro Romitelli e di sua moglie Preziosa, titolari della “Bottega della pasta” a Ronciglione. Una vita nella ristorazione e poi, nel 2000, l’apertura del negozio di pasta fresca in via Magenta: una cinquantina di ristoranti serviti in tutto il Viterbese, tanti clienti fissi e un’attività rinomata che ormai va da se. Mancava solo una bella avventura. Pietro, forse, non sapeva neanche di cercarla quando, a dicembre 2018, il suo talento per la pasta ha incontrato l’occasione.

“La proposta è arrivata da Gianluca D’Angelo, imprenditore romano, e nostro cliente di vecchia data – spiega -. Da anni viene in vacanza a Ronciglione, al lago, e ha sempre amato la nostra pasta. Un giorno mi fa: ‘Vogliamo aprire una catena di ristoranti a Londra che preparino esclusivamente pasta. Io non ne ho mai mangiata più buona della tua. Ci aiuti?’. Ed eccomi qui”. In società con D’Angelo è entrato Claudio Vulcano, originario di Venezia, che con l’imprenditore romano aveva già condiviso l’apertura di un franchising di pizzerie. Ma pare che a Londra, ultimamente, sia scoppiata una vera e propria “pasta mania”. E Pietro e Preziosa, ormai, ci sono dentro.

“Io sono di Vetralla, mia moglie di Ronciglione, dove abito da una vita – continua Pietro -. Ho accettato di dare una mano perché avevo bisogno di stimoli nuovi, di rompere la routine. Mi sembrava una bella opportunità per Ronciglione e per noi”.

Loro ci hanno messo il fiuto imprenditoriale, lui il sapere artigianale. “Li ho accompagnati a scegliere i macchinari – racconta -. Sono stato nove giorni a Londra per insegnare ai cinque futuri cuochi di ‘Berto’. Anche le materie prime dovevano essere italiane: per fare la pasta come la nostra, servono la farina e le uova che usiamo noi, altrimenti non è lo stesso. Ora, quando vado da loro, mi sembra di essere nel mio laboratorio”.

Mesi e mesi di preparazione e lavori. Il risultato è “Berto”: ristorante con personale italiano al 90 per cento, dove la pasta fresca si prepara e si gusta (a differenza della bottega ronciglionese di Pietro, dove si vende da asporto). E a giudicare dalla fila per entrare, sembra proprio che i ravioli e le tagliatelle di Pietro e Preziosa piacciano molto alla nuova clientela londinese. Tanta voglia di crescere, insomma. E tanti presupposti per farlo. 

“Avevano proposto anche a me di trasferirmi a Londra e lavorare direttamente con loro – racconta Pietro – ma qui ho due attività, pastificio e pasticceria. È stato divertente anche solo il fatto di poter trasferire a qualcuno quello che io e mia moglie sappiamo fare. Una storia di artigianato locale che, solo con le sue gambe, arriva oltreoceano. E ci riempie di orgoglio”. 


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9 settembre, 2019

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