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Tribunale - Uomo sposato sarebbe stato minacciato dalla ex amante - Finito due volte a processo per stalking, una volta ha patteggiato e una è stato assolto

“Vuoi stare con la tua mogliettina? Adesso sono cazzi tuoi”

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Civita Castellana - Piazza Matteotti

Civita Castellana – Piazza Matteotti

Civita Castellana – (sil.co) – “Vuoi stare con la tua mogliettina? Adesso sono cazzi tuoi”. Così un uomo sposato sarebbe stato minacciato dall’ex amante.

Finito due volte a processo per stalking, una volta ha patteggiato e una è stato assolto. La vendetta della ex, una venditrice di porchetta, sarebbe scattata quando, nel 2013, l’uomo, un quarantenne, ha interrotto una relazione durata tre anni per la famiglia. 

L’uomo, un operaio di Civita Castellana, pochi mesi dopo la brusca fine della relazione è stato denunciato per stalking, patteggiando nel 2014 una condanna a dieci mesi con la sospensione condizionale della pena. Ma gli atti persecutori, a detta della ex che lo ha nuovamente denunciato nel 2015, sarebbero proseguiti fino alla fine di dicembre del 2017, quando lo ha di nuovo denunciato e per lui, a febbraio 208, sono scattati gli arresti domiciliari. Stavolta però è stato assolto con formula piena.

Il processo si è concluso ieri davanti al giudice Elisabetta Massini con la testimonianza della moglie che ha difeso a spada tratta il marito dalle accuse dell’ex amante, una venditrice di porchetta, della sua migliore amica e del suo nuovo compagno. Per ultimo è stato invece sentito l’imputato, secondo il quale si sarebbe trattato di una vendetta da parte dell’amante che non ha accettato la fine della relazione. 

“Quando ho chiuso mi ha minacciato dicendomi ‘Vuoi stare con la tua mogliettina? Adesso sono cazzi tuoi’. Eravamo stati insieme tre anni e lei sapeva benissimo che io ero sposato. L’ho lasciata quando ho scoperto che aveva anche altri uomini. Siccome non le rispondevo più al telefono, mi ha fatto telefonare dalla sua amica, che me l’ha passata”, ha detto l’uomo. 

“Una ventina di giorni dopo avermi fatto finire ai domiciliari, incredibilmente mi ha chiesto l’amicizia su Facebook”, ha raccontato l’uomo. Per mesi la donna avrebbe perseguitato marito e moglie, e anche il figlio della coppia. “Mandava il suo compagno a dirmi, davanti a mia moglie e mio figlio, che dovevo lasciare stare la sua ragazza. Una volta ci ha fermati al supermercato, due volte è piombato in fabbrica mentre ero al lavoro”, ha proseguito.

Secondo l’accusa il sabato l’imputato sarebbe passato e ripassato in auto davanti al chiosco della porchetta della donna, dandole della puttana col labiale. “Era solo la strada più corta per tornare a casa mia”, si è difeso il quarantenne.

Il 13 dicembre 2017 l’avrebbe pedinata fino a casa nella pioggia, spaventandola a morte e facendole il gesto del ‘ti taglio la gola’ con la mano: “Non è vero”. 

La previgilia di Natale, sempre di due anni fa,le avrebbe fatto la posta sotto il comune, in piazza Matteotti: “Aspettavo un amico per fare colazione insieme al bar, perché era il mio compleanno, quando lei e il compagno sono passati”.  Il 29 dicembre l’avrebbe seguita al supermercato: “Stavo andando a afre la spesa perché mia moglie non stava bene e lei stava parcheggiando vicino ai carrelli con la sua amica”

Per il pubblico ministero, alla luce delle testimonianza della vittima, dell’amica e del compagno, ha ritenuto l’imputato colpevole,c chiedendo che venisse condannato a un anno di reclusione, pena da scontare agli arresti, dopo la sospensione condizionale dei 10 mesi del patteggiamento.

Ma il giudice Massini, sentito il difensore Gaia Cossio Di Codroipo, ha deciso diversamente, assolvendo l’uomo con formula piena, “perché il fatto non sussiste”. Nulla di fatto per l’ex amante, che si era costituita parte civile al rpocesso, assistita dall’avvocato Antonio Spaziano. 


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24 settembre, 2019

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