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Tribunale - Dieci mesi per lesioni aggravate al 23enne Roberto Vestri, in carcere dal 18 ottobre - Tre le vittime del sanguinoso episodio per cui fu arrestato alla vigilia di Natale del 2015

Coltellate a San Pellegrino, condannato uno dei giovani arrestati per il tentato omicidio di via della Pettinara

di Silvana Cortignani
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Roberto Vestri

Roberto Vestri

Viterbo - Sangue a San Pellegrino - Il coltello sequestrato

Viterbo – Sangue a San Pellegrino – Il coltello sequestrato

Viterbo – Da solo avrebbe accoltellato tre persone a San Pellegrino, ieri è stato condannato a dieci mesi di reclusione in primo grado per porto di coltello proibito e lesioni aggravate ai danni di un altro italiano e di due giovani d’origine romena. Una delle vittime riportò, tra l’altro, una ferita da arma da taglio alle labbra, suturata con ben cinque punti dai sanitari  di Belcolle. 

Si tratta del 23enne Roberto Vestri, uno dei due giovani reclusi nel carcere di Mammagialla dal 18 ottobre on l’accusa di tentato omicidio per l’aggressione durante un tentativo di rapina a un 55enne di Allerona. La vittima, Giovanni Maria Farina, è stata operata alla testa e d è ricoverata in coma all’ospedale di Belcolle. Il violento episodio risale alla tarda serata di domenica 13 ottobre ed è avvenuto nella centralissima via della Pettinara. 

I fatti per cui Vestri è stato condannato ieri risalgono invece a quattro anni fa. Scenario della sanguinaria triplice aggressione il cuore del centro storico, tra piazza del Comune e piazza San Carluccio, lungo via San Lorenzo, piazza della Morte, via Cardinal la Fontaine, letteralmente macchiate di sangue la notte tra il 19 e il 20 dicembre 2015.

L’accusa ha chiesto ieri, al termine di un lungo e soffertissimo processo, una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. Il giudice Giacomo Autizi ha condannato l’imputato  a dieci mesi con sospensione della pena e non menzione nonché al pagamento di una provvisionale di mille e 1500 euro ai due romeni che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Federica Ambrogi. Fra 90 giorni le motivazioni della sentenza. “Siamo pronti a ricorrere in appello”, ha detto lasciando il tribunale il difensore Giuseppe Sinatra, che invece non ha rilasciato dichiarazioni sul recente arresto per tentato omicidio del 23enne. 

Sentito in aula, l’imputato ieri è tornato a definirsi “vittima del branco”. Ha ammesso di essere uscito con un coltello in tasca: “Era rimasto nella giacca perché è quello che uso quando vado a lavorare in campagna”, ha spiegato, raccontando di essere stato aggredito da 5-6 persone prima davanti all’allora discoteca Mascara di via Saffi, poi inseguito in piazza del Comune, quindi nuovamente aggredito davanti al Due Righe di San Pellegrino. “Lì mi sono accorto che avevo ancora il coltello in tasca e l’ho usato per difendermi. Poi sono scappato nella piazzetta della pizzeria Il Monastero e ho telefonato a mio padre, dicendogli di venire a prendermi di corsa sennò mi ammazzavano”, ha proseguito, negando il movente sentimentale legato a una presunta ragazza contesa tra lui e una delle vittime e imputando l’aggressione a dei vecchi rancori tra lui e l’italiano, l’unica delle tre vittime che non si sia costituita parte civile. 

Silvana Cortignani

 


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29 ottobre, 2019

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