Viterbo – “Docenti di infanzia e primaria esclusi dalla graduatoria finale, intervenga il ministro”. La segretaria organizzativa regionale della Uil Scuola Silvia Somigli chiede un’immediata soluzione per una vicenda che, secondo lei, ha mortificato la dignità di molti professionisti del mondo della scuola.
“Nell’ultimo concorso straordinario per l’infanzia e la primaria – dice Somigli -, rivolto ai docenti che avevano 36 mesi di servizio, è successo un patatrac, perché nella graduatoria finale ci sono state delle gravissime inadempienze e addirittura delle omissioni da parte delle commissioni giudicatrici.
Così, centinaia di candidati non sono stati inseriti, ancorché avessero superato anche brillantemente la prova. Come sindacato, abbiamo fatto le nostre azioni, ma il problema è che, probabilmente, da azioni sindacali dovranno trasformarsi in azioni legali, perché l’amministrazione dell’Urs Lazio, in autotutela, non ha differito queste gravissime anomalie. Di conseguenza, centinaia di candidati è come se non avessero partecipato quando invece lo hanno fatto e anche bene”.
Da qui l’affondo: “Denunciamo questa gravissima inerzia amministrativa – continua Somigli – e chiediamo al ministro di sanare questa situazione per impedire che i candidati, oltre ad avere visto lesi i propri diritti di partecipazione e di presenza alla graduatoria finale, debbano adesso spendere anche dei soldi propri per andarsi a difendere presso il tar, il giudice del lavoro, il consiglio di Stato, finanche presso il presidente della Repubblica.
Tutto questo per far valere un proprio diritto leso dall’incuria di un’amministrazione che imputa a un sistema centrale che non ha funzionato l’inserimento dei nominativi dentro la piattaforma”.
Quindi: “Come Uil scuola – continua la segretaria organizzativa regionale – lo segnaliamo perché nella Tuscia ci sono molti candidati affranti e mortificati nella loro dignità di persone e professionisti della scuola che hanno svolto un concorso riservato, perché in possesso dei titoli di accesso che equivalevano ad avere un’anzianità di servizio pari a qualsiasi altro tipo di certificazione, e che nonostante abbiano profuso energie per molti anni nella scuola come docenti di scuola dell’infanzia e primaria, si sono comunque dovuti sottoporre a un’ulteriore prova di verifica della loro professionalità.
Lasciamo stare che alcuni hanno visto dimezzato il loro punteggio, sempre per incuria dell’amministrazione, ma più di una decina e addirittura circa 800 nel Lazio, non si sono più trovati nella graduatoria definitiva.
Non so se si può comprendere che tipo di trauma hanno subìto questi insegnanti che fanno parte della Uil scuola di Viterbo e non solo. Il nostro, infatti è un urlo a tutela di tutti i docenti che, dopo aver superato un concorso, in ogni caso devono non essere dimenticati dall’inserimento in graduatoria finale”.
Per Somigli “è gravissimo e inaccettabile dover rivolgersi a un giudice e spendere soldi per farsi mettere in graduatoria, e tutti per l’incuria di un’amministrazione che, a tutt’oggi in autotutela a Roma, non vuole inserirli. Chiedo al ministro di intervenire – conclude – perché si trovi una soluzione al più presto”.
Paola Pierdomenico
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