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“Sono arrabbiato, non sono giornate facili…”

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Montalto di Castro - Il sindaco Sergio Caci

Montalto di Castro – Il sindaco Sergio Caci

Montalto di Castro – Il giorno dopo la condanna il sindaco Sergio Caci lo ha trascorso nella Capitale, nello studio dei suoi legali. Ora c’è da valutare la possibilità di impugnare la sentenza e di ricorrere contro la sospensione da primo cittadino che, stando alla legge Severino, è automatica. “Non è stata una giornata semplice – racconta Caci -. Nonostante fossi a Roma dai miei avvocati, ho comunque sentito la vicinanza dei miei concittadini, che mi vogliono bene, tramite messaggi e telefonate. E di questo ne sono contento”.

Il sindaco di Montalto di Castro è stato condannato in primo grado a 3 anni e 2 mesi per peculato, abuso d’ufficio e falso. Secondo il tribunale di Civitavecchia, ha regalato a spese dei contribuenti il rifacimento di due bagni a un suo conoscente: Andrea Salvati, concessionario di un appartamento in zona Case ex Enel e attuale responsabile della Lega di Montalto. 18mila 150 euro di lavori. Secondo i magistrati, per giustificare l’uscita di quei soldi dalle casse comunali è stata utilizzata la determina dei lavori eseguiti alla Marina dopo l’alluvione del 2012.

“Non ho rubato e non sono abituato a farlo – afferma Caci -. Per questo la sentenza, che rispetto ma non condivido perché mi pare esagerata, mi fa girare le scatole. Sono molto arrabbiato, perché sono stato condannato per un atto che nemmeno sapevo fosse stato emesso in quanto è una determina dirigenziale. Una determina pure ben fatta, e per la quale non sarebbe colpevole neppure Paolo Rossetti”. Anche quest’ultimo, responsabile dell’ufficio demanio e patrimonio, è stato condannato a 3 anni e 2 mesi. “Quei bagni – sostiene il primo cittadino – potevamo rifarli, essendo l’appartamento una casa popolare e di proprietà del comune. Quindi che bisogno avevamo di fare una determina falsa quando ne potevamo fare benissimo e tranquillamente una vera?”.

Caci, seppur “arrabbiato”, si dice “sereno”. “Ho la coscienza a posto – dichiara -. Mi hanno condannato ma vado avanti. E dopo il deposito delle motivazioni ricorrerò in appello con la speranza di trovare finalmente giustizia”. Nel frattempo, però, verrà automaticamente sospeso da sindaco. Lo prevede la legge Severino. “È confusissima – asserisce Caci – e nessuno l’ha ancora capita. Ma farò ricorso, anche perché 18 mesi di sospensione sono un’assurdità. Se in Italia c’è la presunzione di innocenza fino al terzo grado, con questa sospensione è come se venissi considerato colpevole già con la sentenza di primo. Per i parlamentari scatta giustamente dopo che la condanna è passata in giudicato, mentre i sindaci vengono massacrati. È sempre colpa dei sindaci, ma a quanto pare questo è il prezzo da pagare per chi fa qualcosa per amore dei cittadini e della propria città”.

Caci verrà sospeso, ma non è disposto a dimettersi. “Non ci penso proprio – afferma -, sia perché sono testardo sia perché la maggioranza è coesa e continua a ribadirmi stima, affetto e fiducia. Credo che ci sia qualcuno a cui dia fastidio, anche se non capisco che tipo di fastidio possa dare. A qualcuno non è andato giù che nel 2017 ho rivinto le elezioni con il doppio dei voti ricevuti al primo mandato? Chi mi vuole fare fuori? Qualcuno che non ci riesce con il voto e allora mi combatte a colpi di sentenze? Faccia pure… Certo, l’accanimento è esagerato. Ma a quanto pare il comune di Montalto fa gola a qualcuno. A qualche politica strana, a qualche potere forte romano. Non so se sia veramente così. È una mia impressione, ma ormai penso male”.

Raffaele Strocchia


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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