Viterbo – (r.s.) – Neanche il tempo di iniziare a fare la prima conta dei danni, che sulla Tuscia è di nuovo allerta meteo. Da questa mattina, giovedì 21 novembre, e per le successive 24 – 36 ore. “Il centro funzionale regionale – spiega la protezione civile Lazio -, a seguito delle previsioni meteo con indicazione di ‘precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale’, ha valutato una criticità Codice giallo (ordinaria) per rischio idrogeologico”. Con rischio idrogeologico si intende pericolo alluvioni e frane, ma anche erosioni costiere e valanghe.
Sulla Tuscia, stando al bollettino della protezione civile, è allerta gialla sui bacini costieri nord e sul bacino medio Tevere. Ovvero nei comuni di Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano e Bassano Romano, Blera, Bolsena, Canino, Capodimonte, Capranica, Cellere, Farnese, Gradoli, Grotte e Ischia di Castro, Latera, Marta, Montalto di Castro, Montefiascone, Monte Romano, Onano, Oriolo Romano, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vejano, Vetralla, Villa San Giovanni e Viterbo.
Il nubifragio dello scorso fine settimana ha provocato danni soprattutto sul litorale e in particolar modo alle attività agricole e d’allevamento di Tarquinia e Montalto di Castro. Danni che, secondo le associazioni degli agricoltori, ammonterebbero a milioni di euro. Le esondazioni dei fiumi Marta, Mignone e Fiora hanno affogato e devastato campi e campagne, distruggendo colture di cavolfiori, finocchi, grano e orzo. Le piante sono state sradicate, le serre divelte, i capannoni scoperchiati e le attrezzature e i macchinari agricoli rovinati. Le mareggiate hanno invece danneggiato gli stabilimenti balneari e hanno fatto scomparire quasi completamente le spiagge. Danni anche alle condotte fognarie e alle reti stradali: le vie di campagna sono totalmente da rifare. E tutto ciò ha spinto i sindaci Alessandro Giulivi e Sergio Caci a chiedere lo stato di calamità naturale.
L’emergenza maltempo è stata fronteggiata da vigili del fuoco, protezione civile, polizia e carabinieri. Ma in giorni come questi la loro attività è incessante e continua pure nel post allerta. I volontari dell’Aeopc di Tarquinia, ad esempio, martedì hanno rimosso i detriti lasciati dalle piogge in strada Monterozzi e hanno pulito l’ingresso al cimitero. Sempre a Tarquinia, fondamentale è stato l’intervento anche dell’università agraria. “Come da piano di emergenza comunale – spiega il consigliere comunale all’ambiente Alessandro Sacripanti -, l’università agraria è parte integrante del sistema con l’ausilio dei mezzi agricoli a supporto di protezione civile e polizia locale. Il trattore è stato messo a disposizione per eventuali interventi, come la rimozione di detriti o alberi caduti sulle strade”.
Gallery: L’esondazione a Tarquinia dall’alto
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