Viterbo – (sil.co.) – Prende due boccette intere di antidepressivo e va a rubare in un negozio di uno dei centri commerciali di via Garbini.
Sul banco degli imputati con l’accusa di furto aggravato un viterbese, la cui legale ieri ha chiesto al giudice Giacomo Autizi il rito abbreviato condizionato all’acquisizione di una serie di documenti, tra cui gli scontrini delle farmacie, che attesterebbero l’uso smodato di un potente antidepressivo tra i cui effetti collaterali, già a un dosaggio normale, vengono segnalati psicosi, alterazione del comportamento e percezione distorta della realtà.
“All’epoca dei fatti – ha spiegato durante l’udienza di ieri del processo l’avvocato Ylenia Porciani – il mio assistito, che era fortemente depresso, era arrivato ad assumere invece delle 10-20 gocce al massimo giornaliere, qualcosa come 400 gocce, addirittura due flaconi interi al giorno. Dopo l’arresto ha capito la gravità della situazione e ha seguito una terapia disintossicante presso uno psichiatra della Asl, alla cittadella della salute, che piano piano ha ridotto il dosaggio, risolvendo il caso”.
Per l’avvocato, quando nel 2018 ha commesso il furto al centro commerciale, l’imputato non era in grado di intendere e di volere.
Accogliendo la richiesta di procedere col rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena, il giudice ha disposto la citazione come teste dello psichiatra della Asl che ha seguito l’imputato durante la disintossicazione.
Il processo è stato rinviato al 19 marzo per sentire il medico e la sentenza.
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