Grotte Santo Stefano – (sil.co.) – “Sono stata io, ti prego di perdonarmi, non so cosa mi sia passato per la testa”. Ma le scuse (postume) non sono bastate a evitarle la condanna. La vittima non l’ha perdonata e si è costituita parte civile al processo.
Davanti al giudice Giacomo Autizi con l’accusa di furto in abitazione una donna di Grotte Santo Stefano, che a dicembre di quattro anni fa rubò l’oro che un’amica teneva nascosto dentro una scatola nell’armadio della camera da letto.
Bottino: una catenina, due anelli, le fedi sua e del marito, un girocollo d’oro e un’altra fede appartenuti al padre. La vittima se ne è accorta perché la scatola non era nella solita posizione.
L’imputata è stata condannata ieri a otto mesi di reclusione, a una multa di 800 euro e a una provvisionale di mille euro alla parte offesa, che si è costituita parte civile con l’avvocato Anna Camilli. L’accusa aveva chiesto una condanna a due anni e un mese e al pagamento di mille euro di multa. Il giudice, condannando l’imputata, ha disposto la sospensione condizionale della pena.
La vittima si è accorta del furto il 12 dicembre 2015, sporgendo denuncia contro ignoti. Il 16 dicembre le è giunto un messaggio dell’imputata sul telefonino: “Sono stata io, ti prego di perdonarmi, non so cosa mi sia passato per la testa”.
“Spiegava di avere venduto l’oro in più compro oro, in via Garbini e in viale Francesco Baracca, a Viterbo, così sono tornata dai carabinieri che hanno svolto le successive indagini”, ha detto la proprietaria dei preziosi, spiegando durante l’udienza dello sorso 24 giugno che l’imputata sapeva, avendo i figli a scuola insieme, che suo figlio, per non portarla in tasca, lasciava la sua chiave di casa nel forno in giardino.
Nessun dubbio che si trattasse dell’imputata la quale, oltre ad avere confessato il furto, come ha sottolineato uno dei militari impegnati nell’operazione di recupero: “Ha effettuato regolarmente la transazione consegnando i suoi documenti d’identità”.
– Ruba l’oro a casa di un’amica poi confessa: “Sono stata io”
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