Bassano Romano – (sil.co.) – Travolge un’auto e scappa ma perde la targa, al via il processo per omissione di soccorso al pirata della strada.
Imputato un uomo di Roma che verso le 17,30 del 4 dicembre 2016, non avendo rispettato lo stop a un incrocio, ha travolto con la sua Passat grigia una Clio rossa con a bordo una coppia con la figlioletta di appena dieci mesi.
Il conducente non ha fatto in tempo a soccorrere la figlia e la compagna che il pirata della strada, finito addosso a un cancello, ha innestato la retromarcia e si è dato alla fuga sgommando. Non si è accorto però di avere perso la targa anteriore della vettura sul luogo del sinistro, dove nel frattempo si sono precipitati il 118 e i carabinieri della stazione di Vejano.
“E’ bastato passare dalla banca dati per scoprire a chi fosse intestata la vettura, di proprietà di un uomo di Roma, sotto la cui abitazione i colleghi della capitale l’hanno trovata parcheggiata la mattina successiva, danneggiata e priva della targa anteriore, per cui è stato denunciato per omissione di soccorso”, ha spiegato uno dei militari intervenuti.
Davanti al giudice Silvia Mattei anche le vittime, marito e moglie, che si sono costituiti parte civile anche per la bambina.
“E’ stato un impatto violentissimo, la nostra macchina è stata centrata in pieno sul lato passeggero, mentre percorrevamo via San Vincenzo in direzione di Oriolo Romano, nel tratto urbano della strada provinciale 40, all’altezza dell’incrocio con via San Vincenzo. Il conducente della Passat non ha rispettato lo stop, investendoci con una tale forza che l’auto ha iniziato a roteare in senso antiorario, fermandosi sull’altro lato della carreggiata e riportando ingenti danni”, ha spiegato la coppia sentita come parte offesa.
“La bimba, che stava dietro sul seggiolino, ha cominciato a piangere, urlava e non riuscivamo a calmarla. Io per la paura ho perso il latte e a causa dello shock per mesi non sono più riuscita a guidare la macchina e ancora oggi ho il terrore di venire investita”, ha aggiunto la moglie.
“Per prima cosa ho soccorso mia moglie e mia figlia che piangeva disperatamente. Poi mi sono avviato verso la macchina investitrice, che stava già in retromarcia per scappare. Un testimone ha inseguito il conducente fino a Monterosi, dove è stato seminato. Se non avesse perso la targa, non lo avremmo mai ritrovato”, ha concluso il marito.
Padre, madre e figlia sono finiti tutti e tre al pronto soccorso, dove sono stati medicati per le ferite riportate e dimessi, fortunatamente con prognosi di pochi giorni.
Il processo riprenderà il prossimo 10 giugno.
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