Bolsena – (sil.co.) – L’ex marito stalker alla moglie: “Ti taglio la testa e la porto a tuo padre”. Le avrebbe inoltre chiesto 20mila euro per la separazione, in un’escalation di persecuzioni e di minacce che per l’uomo, imputato di stalking, si è concluso prima di Natale con una condanna penale a 11 mesi per stalking.
A suon di minacce, avrebbe cacciato la ex dalla casa coniugale assieme alla figlioletta di otto anni, nonostante l’immobile fosse di proprietà della donna, che per tornarne in possesso è dovuta andare a riprenderselo con l’ufficiale giudiziario.
Un inferno durato circa un anno, tra il 2012 e il 2013, per cui l’imputato, difeso dall’avvocato Vincenzo Dionisi, è finito sotto processo per atti persecutori davanti al giudice Silvia Mattei, mentre la presunta vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Guido Conticelli. Venerdì 13 dicembre la sentenza di primo grado: 11 mesi di reclusione senza usufruire della sospensione della pena, pagamento delle spese legali sostenute dalla vittima e versamento alla donna di una provvisionale di tremila euro.
Scenario delle persecuzioni Bolsena. “Mi ha costretta a rifugiarmi dai miei genitori, minacciando di sterminami con tutta la famiglia. Mi diceva in continuazione ‘ti taglio la testa e la porto a tuo padre’”, ha detto in aula la vittima alla prima udienza del processo il 15 novembre 2017.
E ancora.”Mi ha fatto scenate nella gelateria artigianale dove lavoro come stagionale durante l’estate. Ha danneggiato l’auto mia e pure quella di mia cugina, solo perché qualche volta uscivamo insieme. Un giorno stavo fumando una sigaretta con mia zia davanti alla parrucchiera, lui è passato dicendomi che ero una poco di buono, che mi avrebbe tolto nostra figlia e mi ha dato uno schiaffo”.
Poi il ricatto: “Mi ha detto che avrebbe firmato la separazione, se gli avessi dato ventimila euro”. Diventando scatenato, quando lei è tornata in possesso dell’ex nido d’amore: “Ha portato via di tutto, compreso l’album del matrimonio, le foto della bambina, i regali di nozze. Una sera d’inverno ho trovato la porta incollata, con la stufa accesa dentro e la bambina da scaldare. Non facevo altro che chiamare i carabinieri”. Quindi l’ultima vendetta: “Non ha mai versato un centesimo di mantenimento per la figlia”.
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