Viterbo – In tempi in cui la politica è ridotta a un post o a un tweet, ci sembra opportuno andare a riprendere, a rivangare, a degustare, a rileggere i grandi discorsi politici che hanno cambiato il mondo.
Discorsi che hanno segnato un passo avanti per l’intera umanità verso la democrazia e la libertà di tutti.
Come dire che la politica può essere qualcosa di diverso dalle banali chiacchiere da bar di un Salvini, pericoloso per lo stato di diritto, o di un Renzi, incapace di azioni politiche nell’interesse della nazione.
Qualcosa di diverso da parole che vanno a vellicare il ventre molle di una nazione. Parole che alimentano egoismi e odio a buon mercato.
C’è stato un tempo in cui grandi leader mondiali hanno pronunciato discorsi che tengono semanticamente e politicamente per i prossimi decenni.
Altri tempi. Tempi di statisti e di leader che non avevano paura di affrontare il dissenso della piazza, più o meno mediatica, pur di fare gli interessi di tutto un popolo, se non di tutta l’umanità.
c.g.
Nel 1994 Nelson Mandela, a quattro anni dalla sua scarcerazione, viene eletto primo presidente nero del Sudafrica. Sono le prime elezioni libere del suo paese dove per la prima volta avevano potuto votare anche i neri. E lui è il primo presidente nero della sua nazione. Un anno prima per Nelson Mandela il premio Nobel per la pace.
Mandela è stato ed è il simbolo del Sudafrica. La sua vita è stata interamente spesa nella lotta contro l’apartheid. Ha passato quasi trent’anni in prigione e ha guidato per anni campagne contro la segregazione dei neri. La sua liberazione dal carcere avvenne nel 1990, su pressioni internazionali.
m.m.
Nelson Mandela a Pretoria il 10 maggio 1994
Oggi, tutti noi, con la nostra presenza qui, con le nostre celebrazioni in altre parti della nostra nazione e del mondo, conferiamo gloria e speranza alla neonata libertà.
Dall’esperienza di una straordinaria catastrofe umana, che è durata troppo a lungo, deve nascere una società, di cui tutta l’umanità sarà orgogliosa.
I nostri atti quotidiani, come sudafricani, devono produrre una realtà attuale e nuova del Sudafrica, che rafforzerà il credo dell’umanità nella giustizia e che rafforzerà la fiducia nella nobiltà dell’animo umano e sosterrà tutte le nostre speranze per una vita gloriosa per tutti.
Tutto questo lo dobbiamo sia a noi stessi sia ai popoli del mondo che sono così ben rappresentati qui oggi.
Per i miei connazionali non ho esitazione a dire che ognuno di noi è intimamente collegato al suolo di questa bellissima nazione come lo sono gli alberi del famoso jacaranda di Pretoria e le mimose del Bushveld.
Ogni volta che uno di noi tocca il suolo di questa terra ci sentiamo un senso di rinnovamento personale. L’umore della nazione cambia con il cambiamento delle stagioni.
Siamo mossi da un senso di gioia e di euforia quando l’erba diventa verde e il fiore sboccia.
Tale unità spirituale e fisica, che tutti noi condividiamo con questa patria comune, spiega la profondità del dolore che tutti noi abbiamo sentito nei nostri cuori quando ci siamo visti strappare la nostra nazione a causa di un conflitto terribile che, come abbiamo visto, ci ha causato disprezzo, messo fuori legge e isolato dai popoli del mondo, proprio perché il Sudafrica era diventata la base universale della perniciosa ideologia e la pratica del razzismo e di oppressione razziale.
Noi, il popolo del Sudafrica, siamo soddisfatti che l’umanità ci ha portato indietro nel suo seno, che noi, che eravamo fuorilegge sino a qualche tempo fa, oggi abbiamo avuto il raro privilegio di essere una nazione che ospita le altre nazioni del mondo qui sul nostro suolo.
Ringraziamo tutti i nostri illustri ospiti internazionali per essere venuti a prendere possesso con la gente della nostra nazione di ciò che è, dopo tutto, una vittoria comune di giustizia, di pace, di dignità umana.
Siamo certi che continuerete a stare da noi, come noi ad affrontare le sfide della costruzione della pace, della prosperità, delle pari opportunità, dell’integrazione razziale e della democrazia.
Apprezziamo profondamente il ruolo che tutto il nostro popolo e tutti i politici democratici, religiosi, donne, giovani, imprese, capi e gli altri hanno svolto per realizzare questa conclusione. Non ultimo tra questi è il mio secondo vicepresidente, l’onorevole FW de Klerk.
Vorremmo anche rendere omaggio alle nostre forze di sicurezza, in tutte le loro fila, per il ruolo distinto che hanno svolto nel garantire le nostre prime elezioni democratiche e la transizione verso la democrazia, scostandoci così dalle forze assetate di sangue che ancora si rifiutano di vedere la luce.
Il tempo per la guarigione delle ferite è arrivato.
Il momento di colmare gli abissi che ci dividono è arrivato.
Il tempo di costruire è arrivato.
Abbiamo, finalmente, raggiunto la nostra emancipazione politica. Ci impegniamo a liberare tutto il nostro popolo dalla schiavitù figlia della povertà, della privazione, della sofferenza, della discriminazione di genere e altro.
Siamo riusciti a compiere i nostri ultimi passi verso la libertà in condizioni di relativa pace. Ci impegniamo per la costruzione di una pace completa, giusta e duratura.
Abbiamo trionfato nel tentativo di impiantare nel cuore di milioni di nostri cittadini la speranza. Inizia un patto che vuole costruire una società in cui tutti i sudafricani, sia bianchi che neri, saranno in grado di camminare a testa alta, senza alcuna paura nei loro cuori, certi del loro inalienabile diritto alla dignità umana. Una nazione arcobaleno, in pace con se stessa e con il mondo.
Come segno del suo impegno per il rinnovamento della nostra nazione, il nuovo governo provvisorio di unità nazionale saprà, in via d’urgenza, affrontare la questione della amnistia per le varie persone, della nostra gente che sta attualmente scontando pene detentive.
Dedichiamo questa giornata a tutti gli eroi e le eroine di questa nazione, per aver sacrificato la loro vita in molti modi perché potessimo tornare a essere liberi, e al resto del mondo che ci ha accompagnato in questo cammino.
I loro sogni sono diventati realtà. La libertà è la loro ricompensa.
Siamo qui in modo umile ed elevati dall’onore e dal privilegio che voi, popolo del Sudafrica, avete concesso a noi, a me come primo presidente di un Sudafrica unito, democratico, non razzista e non sessista di guidare la nostra nazione fuori la valle dell’oscurità.
L’abbiamo capito ora che non vi è nessuna strada facile per la libertà.
Lo sappiamo bene che nessuno di noi da solo può avere successo.
Dobbiamo quindi agire insieme come un popolo unito per la riconciliazione nazionale, per la costruzione della nazione, per la nascita di un nuovo mondo.
Ci sia giustizia per tutti.
Ci sia pace per tutti.
Ci sia lavoro, pane, acqua e sale per tutti.
Lasciate che ogni corpo, mente e anima siano liberi di soddisfare se stessi.
Mai, mai, e di nuovo mai questa bellissima terra vivrà ancora l’esperienza dell’oppressione dell’uno sull’altro, o soffrirà ancora l’indegna umiliazione di essere considerata la feccia del mondo.
La libertà regni sovrana.
Il sole non tramonterà mai su una conquista umana tanto gloriosa.
Dio benedica l’Africa!
Grazie.
Nelson Mandela
Today, all of us do, by our presence here, and by our celebrations in other parts of our country and the world,confer glory and hope to newborn liberty.
Out of the experience of an extraordinary human disaster that lasted too long, must be born a society of which all humanity will be proud.
Our daily deeds as ordinary South Africans must produce an actual South African reality that will reinforce humanity’s belief in justice, strengthen its confidence in the nobility of the human soul and sustain all our hopes for a glorious life for all.
All this we owe both to ourselves and to the peoples of the world who are so well represented here today.
To my compatriots, I have no hesitation in saying that each one of us is as intimately attached to the soil of this beautiful country as are the famous jacaranda trees of Pretoria and the mimosa trees of the bushveld.
Each time one of us touches the soil of this land, we feel a sense of personal renewal. The national mood changes as the seasons change.
We are moved by a sense of joy and exhilaration when the grass turns green and the flowers bloom.
That spiritual and physical oneness we all share with this common homeland explains the depth of the pain we all carried in our hearts as we saw our country tear itself apart in a terrible conflict, and as we saw it spurned, outlawed and isolated by the peoples of the world, precisely because it has become the universal base of the pernicious ideology and practice of racism and racial oppression.
We, the people of South Africa, feel fulfilled that humanity has taken us back into its bosom, that we, who were outlaws not so long ago, have today been given the rare privilege to be host to the nations of the world on our own soil.
We thank all our distinguished international guests for having come to take possession with the people of our country of what is, after all, a common victory for justice, for peace, for human dignity.
We trust that you will continue to stand by us as we tackle the challenges of building peace, prosperity, non-sexism, non-racialism and democracy.
We deeply appreciate the role that the masses of our people and their political mass democratic, religious, women, youth,business, traditional and other leaders have played to bring about this conclusion. Not least among them is my Second Deputy President, the Honourable F.W. de Klerk.
We would also like to pay tribute to our security forces, in all their ranks, for the distinguished role they have played in securing our first democratic elections and the transition to democracy, from blood-thirsty forces which still refuse to see the light.
The time for the healing of the wounds has come.
The moment to bridge the chasms that divide us has come.
The time to build is upon us.
We have, at last, achieved our political emancipation. We pledge ourselves to liberate all our people from the continuing bondage of poverty, deprivation, suffering, gender and other discrimination.
We succeeded to take our last steps to freedom in conditions of relative peace. We commit ourselves to the construction of a complete, just and lasting peace.
We have triumphed in the effort to implant hope in the breasts of the millions of our people. We enter into a covenant that we shall build the society in which all South Africans, both black and white, will be able to walk tall, without any fear in their hearts, assured of their inalienable right to human dignity – a rainbow nation at peace with itself and the world.
As a token of its commitment to the renewal of our country,the new Interim Government of National Unity will, as a matter of urgency, address the issue of amnesty for various categories of our people who are currently serving terms of imprisonment.
We dedicate this day to all the heroes and heroines in this country and the rest of the world who sacrificed in many ways and surrendered their lives so that we could be free.
Their dreams have become reality. Freedom is their reward.
We are both humbled and elevated by the honour and privilege that you, the people of South Africa, have bestowed on us, as the first President of a united, democratic, non-racial and non-sexist South Africa, to lead our country out of the valley of darkness.
We understand it still that there is no easy road to freedom.
We know it well that none of us acting alone can achieve success.
We must therefore act together as a united people, for national reconciliation, for nation building, for the birth of a new world.
Let there be justice for all.
Let there be peace for all.
Let there be work, bread, water and salt for all.
Let each know that for each the body, the mind and the soul have been freed to fulfill themselves.
Never, never and never again shall it be that this beautiful land will again experience the oppression of one by another and suffer the indignity of being the skunk of the world.
Let freedom reign.
The sun shall never set on so glorious a human achievement!
God bless Africa!
Thank you.
Nelson Mandela
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