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Battaglia sul Natale - L'avvocato di Andrea Radanich, amministratore della Fantaworld, dopo la querela per truffa di Rossi, Baffo e Berardino: "Le nostre controazioni dopo gli accertamenti degli inquirenti"

“Una denuncia senza fondamento”

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Andrea Radanich

Andrea Radanich

Viterbo – Poche parole, ma sufficienti per dire: “Aspettiamo che il lavoro degli inquirenti faccia il suo corso”. Andrea Genovese, avvocato dell’amministratore della Fantaworld Andrea Radanich, è stato contattato da Tusciaweb dopo che Filippo Rossi, Andrea Baffo e Giuseppe Berardino hanno presentato una denuncia-querela nei confronti del suo assistito. Nel documento i tre chiedono alle autorità competenti di vagliare una serie di reati, tra i quali la truffa e l’appropriazione indebita, “in capo all’amministratore della Fantaworld”. Reati che, secondo Rossi, Baffo e Berardino, sarebbero stati commessi “eventualmente in concorso con altri soggetti e perpretrati in danno dei soci querelanti”. Soci perché i tre hanno “un capitale rappresentante il 50% della Fantaworld, il cui amministratore è Andrea Radanich”.

Nella denuncia-querela si chiede di vagliare anche i reati di false comunicazioni sociali, impedito controllo, illegale ripartizione degli utili, omessa esecuzione di depositi e infedeltà patrimoniale. “A oggi – è scritto nel documento – non è mai stato presentato il bilancio della società né un prospetto dello stesso”. Rossi, Baffo e Berardino vogliono così “l’immediato sequestro di tutta la documentazione contabile della Fantaworld, dalla sua costituzione a oggi e ovunque si trovi: sia presso la sede sociale, sia presso l’amministratore Radanich”. Oltre al “sequestro di tutta la documentazione attestante i rapporti tra la Fantaworld e le società riconducibili ad altri soci”. Secondo Rossi, Baffo e Berardino, “attraverso artifici e raggiri, non si vuole far conoscere la reale situazione societaria della Fantaworld e, in particolare, incassi e utili”.

I tre sono rappresentati dall’avvocato Giacomo Barelli. “I miei assistiti – ha spiegato il legale – vogliono sapere che fine abbiano fatto gli introiti del Natale 2018 gestiti da Radanich. In particolare vogliono sapere dove siano stati messi circa 169mila euro, che non sanno come siano stati utilizzati. Attraverso una contabilità presentata con dei fogli volanti – continua l’avvocato Barelli -, si presume che alcune poste siano state date anche a delle società facenti capo a Radanich e ad altri soci. Se è vero, perché e a che titolo le hanno prese società che fanno capo alla cordata dell’amministratore della Fantaworld?”.

Se Rossi, Baffo e Berardino “si riservano di costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali subiti”, Radanich, tramite l’avvocato Andrea Genovese, afferma che farà “qualsiasi valutazione, azione e iniziativa del caso dopo gli accertamenti degli inquirenti”. Tusciaweb ha contattato direttamente anche l’amministratore della Fantaworld, che ha però preferito parlare attraverso il suo legale. “Il mio assistito – dice l’avvocato Genovese – è molto sereno e tranquillo, aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso. Ma dal canto nostro già riteniamo destituita di qualsiasi fondamento la denuncia di Rossi, Baffo e Berardino”.


Presunzione di innocenza – In caso di querela

La querela è semplicemente l’atto, di chi si ritiene persona offesa o pensa di aver rilevato irregolarità, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi. L’indagato eventuale è tale per un atto dovuto.

Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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28 dicembre, 2019

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