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Tribunale - Nonostante la prescrizione, sono stati prosciolti nel merito con la formula più ampia

Solidali con Gianlorenzo, assolti otto giornalisti accusati di diffamazione

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – Tutti assolti. Nonostante la prescrizione maturata lo scorso mese di settembre, ieri il giudice Gaetano Mautone, su richiesta delle difese, ha assolto nel merito con formula piena  gli otto ex componenti della redazione del quotidiano L’Opinione di Viterbo finiti a processo per diffamazione a mezzo stampa in concorso. Erano stati denunciati da due colleghi.

I fatti, datatissimi, risalgono al 2012 quando gli otto imputati furono denunciati dai giornalisti Daniele Camilli e Roberto Pomi per una lettera di solidarietà al direttore Paolo Gianlorenzo, nell’ambito della quale i colleghi si erano sentiti danneggiati nella reputazione.  

Erano i giorni caldi della maxinchiesta del sostituto procuratore Massimiliano Siddi da cui è scaturito il processo “Vinitaly-Macchina del fango”.  Davanti al giudice, denunciati dagli ex colleghi, sono finiti Alessandri Giulietti Virgulti, Simona Tenentini, Valeria Sebastiani, Emanuele Faraglia, Fulvio Medici, Giovanni Corona, Andrea Di Palermo e Mario Migneco. 

Sentiti i difensori degli imputati, tra i quali l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, Potito Flagella e Andrea Miroli, il giudice Mautone, dopo oltre sette anni e mezzo, ha assolto tutti con la formula più ampia. 

Secondo l’accusa: “In concorso tra loro, quali appartenenti al corpo redazionale del quotidiano L’Opinione di Viterbo – si legge nel capo d’imputazione – gli imputati inviavano a tre quotidiani online e uno cartaceo un comunicato pubblicato in data 21 e 22 marzo 2012 dal titolo ‘Piena solidarietà per Gianlorenzo e Tartaglini’, il cui contenuto offendeva la reputazione di Daniele Camilli e Roberto Pomi”. 

Nell’articolo contestato si legge: “Allo stesso tempo non possiamo che esprimere rammarico per il gioco al massacro, vigliaccamente eseguito, di ex colleghi con i quali abbiamo condiviso momenti difficili, ma che a un certo punto hanno deciso di abbandonare la barca, per motivi personali e poco riferibili all’attività redazionale, e che adesso cercano un’insensata vendetta ispirando processi di cui nessuno sentiva la necessità (anche se qualcuno avrà esultato)”. 

– Solidali con Gianlorenzo, otto giornalisti a processo per diffamazione


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21 dicembre, 2019

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