Viterbo – Sarà pure un quasi coetaneo “che ormai conta i panettoni che potrà mangiare”, il direttore di Tusciaweb, ma vuole ancora sognare e non – come ha scritto nel primo editoriale del 2020 – perché “nulla ha da perdere”, ma per abitudine mentale e professione, che lo fanno seguire ogni giorno da oltre centoventimila lettori.
Infatti, se ai sogni fa seguito l’ostinazione a realizzarli, vale la pena leggerli questi puntuti editoriali che l’Irriverente ha letto tutti e, come faceva Voltaire, se la prende con chi li ha scritti perché l’inchiostro della verità è scomodo, fa pensare e stimola all’azione sognando “una nazione in cui siano santificati non i cialtroni del momento, ma la competenza e la capacità”.
Caro direttore, purtroppo teniamo conto dei sogni che si avverano e ci dimentichiamo degli altri i quali sono di più. Anche perché qui da noi abbiamo tutti un po’ di sangue del Cristoforo Colombo, eroe navigatore che, diceva Montanelli, in effetti “partì senza sapere dove andava, approdò senza capire dov’era e fece tutto a spese dello Stato” che gli aveva finanziato la spedizione. Ma la regina di Castiglia dandogli navi e marinai, aveva visto il buon affare e i suoi sudditi le diedero fiducia. Quella che ci chiedono gli attuali nostri politici di transito i quali però confondono la fiducia con gli atti di fede.
Tu citi la morigeratezza, l’onestà di Alcide De Gasperi, il capo dei governi che ricostruirono l’Italia. Qualche ora prima di morire egli disse alla figlia “ho fatto tutto ciò che era in mio potere, la mia coscienza è in pace” e non aveva motivo per mentire (i suoi amici politici, infatti, sapendolo ormai alla fine, l’avevano già abbandonato), ma si crucciava comunque perché “la nostra piccola mente umana ha bisogno di terminare le cose e non si rassegna a lasciare ad altri l’oggetto della sua passione incompiuta”.
Cioè il sogno. Anche quello che prima o poi ci sia una classe politica per la quale, come insegnava Democrito 2400 anni fa, “una persona vale tutto un popolo e tutto un popolo come una persona”. Perché il 2020 sia davvero un buon anno.
Renzo Trappolini
– Basta con gli imbecilli di stato… non se ne può proprio più… di Carlo Galeotti
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