Viterbo – Il fuoco in piazza deve essere ancora acceso. A Bagnaia, in piazza XX settembre. Il vescovo Lino Fumagalli arriva e accompagna la piccola processione che attraversa il parcheggio tra le due chiese di fronte al borgo. Ad aspettarlo, le persone che c’abitano e i ragazzi del comitato del Sacro fuoco di Sant’Antonio che ogni anno si occupano di dar vita a una tradizione secolare. Oltre 500 quintali di legna sistemati su una pila alta 6 metri e larga trenta. Sono le 6 e mezza del pomeriggio.
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“Quando ci si mette insieme – ha detto subito Fumagalli appena presa la parola si fanno cose belle e significative per la città. Creare unione per il bene di Viterbo dovrebbe essere l’impegno di tutte le persone. Una città unita cresce e diventa attraente. Se ci dividiamo non saremo mai un esempio per gli altri”.
Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli
Fumagalli, prima del suo intervento, fa il giro della piazza. Saluta e stringe mani. Mette la sua sulla testa dei ragazzi che incontra in segno di benedizione. Scherza con loro e le famiglie che li accompagnano. Porta con sé un bambino, mano nella mano. Cita i Simpson e fa battute sulle squadre di calcio. E’ lui ad occupare la scena. L’autorità che la gente in piazza aspetta.
Viterbo – Il Sacro fuoco di Sant’Antonio a Bagnaia
Assieme al vescovo, ci sono anche il sindaco Giovanni Arena, l’assessora allo sviluppo economico Alessia Mancini, i consiglieri comunali Paolo Bianchini, Luigi Buzzi e Antonio Scardozzi. Il comandante dei carabinieri Andrea Antonazzo e il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti.
Viterbo – Il Sacro fuoco di Sant’Antonio a Bagnaia
Il richiamo del vescovo probabilmente è tutt’altro che casuale. La città di Viterbo non se la passa bene. In pochi giorni molti i problemi, e gli nodi del passato, venuti a galla. Meno persone e turisti in centro, la pavimentazione di piazza San Lorenzo deformata, la loggia di Palazzo dei papi transennata e chiusa. E se non bastasse, maggioranza e opposizione in comune quotidianamente sul piede di guerra. Il tutto, in un contesto dove la crisi economica, ormai un dato strutturale sembra aver mandato quasi tutto alla deriva.
Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli
“Il Sacro fuoco di Sant’Antonio – ha poi sottolineato Fumagalli – vede tutta Bagnata unita, grazie anche alla collaborazione di tanta gente generosa che mette a disposizione il proprio tempo al servizio degli altri. Un insegnamento profondo. La città è nostra e ognuno deve collaborare per renderla bella e vivibile”.
Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli
Un richiamo costante quello del vescovo Fumagalli. Non è infatti la prima volta che invita persone e istituzioni a unirsi “per il bene della città”. Prima ancora, soprattutto quest’estate quando il vento del razzismo soffiava forte per le strade d’Italia, Fumagalli aveva più volte preso posizione, schierandosi apertamente in favore di politiche fatte di solidarietà e d’accoglienza. Senza se e senza ma, come si diceva un tempo.
Viterbo – Giovanni Arena e Lino Fumagalli
“Il Sacro fuoco di Sant’Antonio – ha concluso infine Fumagalli – una volta aveva un significato importante. I contadini, coloro che ci hanno preceduto, raccoglievano le ceneri per spanderle nei campi e nelle stalle in segno di benedizione. Per proteggere le terre e gli animali che erano fonte di sostentamento per l’intera comunità. Mi piacerebbe che questo fuoco saldasse le famiglie e la comunità. Facendoci sentire uniti e impegnati per il bene di tutti”.
Daniele Camilli
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