Viterbo – Al via il processo a una nomade accusata di furto aggravato per un colpo da 8mila euro messo a segno in un’abitazione del capoluogo il 6 novembre 2017.
Vittima un’impiegata che si sarebbe trovata al lavoro quando sarebbe entrata in azione una coppia di ladri, solo una delle quali individuata grazie alle impronte rilevate dalla scientifica sulla scena del crimine.
I malviventi avrebbero svaligiato prima un appartamento vicino, abitato da alcuni studenti universitari, dopo di che avrebbero fatto il colpo grosso, usando presumibilmente una “lastra” per entrare, dal momento che non stati trovati segni di scasso sulla porta d’ingresso.
Una volta dentro, hanno fatto razzia. Al suo rientro dal lavoro l’amara sorpresa per la proprietaria, derubata di gioielli e orologi preziosi per un valore di oltre ottomila euro.
Nel corso della prima udienza del processo, che si è aperto ieri davanti al giudice Elisabetta Massini, si è parlato dell’identificazione dell’imputata tramite le sue impronte digitali, rilevate dalla scientifica all’interno dell’appartamento e confrontate con quelle di pregiudicati presenti sulla banca dati nazionale.
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