Montefiascone – “Coronavirus, non possiamo neanche lavarci le mani…”. I residenti della zona alta di Zepponami a Montefiascone ancora alla prese con il problema della mancanza di acqua nelle loro abitazioni. Disagi aumentati in questo periodo di emergenza sanitaria.
Dopo mesi di protesta i cittadini della frazione, in particolare di via Giranesi e via Montisola, sul piede di guerra nei confronti dell’amministrazione Paolini e della Talete.
I tanto promessi lavori di rifacimento della condotta, con una maggiore portata, che dovevano partire a inizio anno non sono ancora iniziati. In compenso, in questo periodo di emergenza dovuta al coronavirus, i disagi si sono moltiplicati.
Infatti tra le principali precauzioni per contrastare la diffusione dell’epidemia c’è il lavaggio della mani.
E il problema è proprio questo: lavaggio della mani sì, ma purtroppo senz’acqua che non arriva nei rubinetti delle loro abitazioni nelle prime ore di ogni mattina fino a metà mattinata.
“Basta con le promesse – spiegano alcuni residenti – dell’amministrazione comunale e della Talete. Dopo mesi e proclami d’inizio dei lavori, ancora non è stato fatto nulla. Ora siamo in piena emergenza coronavirus ed è necessario lavarsi spesso le mani e noi non abbiamo acqua dai nostri rubinetti. Come facciamo? Tutte le mattine siamo senz’acqua dalle prime ore fino alle undici”.
Il problema della mancanza di pressione nella tubatura della zona alta della frazione di Zepponami, che provoca rubinetti all’asciutto a diverse fasi del giorno è una storia che viene da lontano e che è sfociata nella protesta dei residenti nella scorsa estate.
I residenti sono rimasti con i rubinetti a secco per un’intera settimana. La Talete è intervenuta portando maggiore pressione ma i disagi sono continuati.
I cittadini esasperati, dopo le tante promesse di inizio dei lavori per una nuova condotta hanno minacciato di chiudere la Cassia e di chiamare Striscia la notizia.
Ma oltre tutto ciò si sono mossi nelle sedi ufficiali inviando un esposto indirizzato al prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, al procuratore di Viterbo, al presidente della Talete e al sindaco Massimo Paolini a cui è seguita anche una lettera nello scorso mese di ottobre.
“Ora basta – aggiungono i residenti -. siamo pronti a sporgere denuncia per interruzione di pubblico servizio che si protrae da molto tempo. È impossibile che in questo particolare momento d’emergenza non ci possiamo neanche lavare le mani”.
Michele Mari
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