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Cronaca - I centri interessati sono Fabrica di Roma, Bagnoregio, Farnese, Grotte di Castro, Proceno, Ronciglione, Monte Romano e Villa San Giovanni

Otto comuni vincono il ricorso al Tar contro l’ingresso obbligatorio in Talete

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Mario Scarnati

Mario Scarnati – Sindaco di Fabrica di Roma

Viterbo – (sil.co.) – Vinto l’ultimo ricorso al Tar di otto comuni della Tuscia contro l’ingresso obbligato in Talete. Per tutti la resistenza all’ingresso in Talete, previsto nel 2021, si fonda sulle perplessità in merito alla tenuta finanziaria della società e alla preoccupazione per un aumento significativo delle tariffe.

Una splendida notizia alla vigilia di Pasqua per il sindaco Mario Scarnati che, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, questa mattina è stato il primo a pubblicare un post su Facebook per informare la cittadinanza. 

“Dopo tante cattive notizie – scrive Scarnati – ho il piacere di annunciare che, dopo anni di battaglie condotte da me e altri pochi sindaci, battaglie che ci hanno portato anche al Consiglio di stato, ricorsi al Tar, eccetera, abbiamo vinto l’ultimo ricorso al Tar contro Talete.Questo significa per tutti i fabrichesi un risparmio di circa 300 euro all’anno sulle bollette dell’acqua. Noi paghiamo circa 100 euro al contrario dei paesi iscritti a Talete come Civita Castellana, Carbognano e tanti altri dove la bolletta è di circa 4400-450 euro”.

“La legge Galli è stata concepita per consentire ai cittadini di spendere meno per la risorsa idrica, ma oggi, con Talete pagheremmo di più”, ricorda Scarnati, confermando la notizia. “Non ho ancora la sentenza, ma quando il collega del comune capofila di Farnese, Giuseppe Ciucci, mi ha informato, mi sono sentito pieno di soddisfazione per questa battaglia storica, condotta da noi sindaci, che ha congelato l’azione di commissariamento decisa dalla Regione Lazio fino alla decisione delTribunale amministrativo regionale che ha accettato la proposta di discutere sul merito il ricorso”. 

Il 20 settembre scorso il Tar aveva già concesso per la seconda volta la sospensiva sul decreto di commissariamento disposto dalla Regione. Le perplessità dei Comuni che hanno presentato ricorso – Fabrica di Roma, Bagnoregio, Farnese, Grotte di Castro, Proceno, Ronciglione, Monte Romano e Villa San Giovanni – si basavano soprattutto sull’aumento delle tariffe a carico dei cittadini e sulla tenuta finanziaria della stessa società erogatrice del servizio.

Comune capofila quello di Farnese dove l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Ciucci si è opposta, presentando ricorso e così hanno fatto gli altri sette centri, i primi fra quelli rimasti fuori, chiamati a entrare.

Bagnoregio, Fabrica di Roma, Grotte di Castro, Monte Romano, Proceno, Ronciglione, Villa San Giovanni in Tuscia e Farnese, si erano visti applicare i poteri sostitutivi da parte della Regione, con l’arrivo del commissario. 


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10 aprile, 2020

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