Vetralla – “Sappiamo bene cosa vuol dire fare sacrifici. E questo motivo da solo basta per fare la scelta giusta. E ridurre l’affitto di casa in questo momento è la scelta giusta da fare”.
Giuseppina Olimpieri e i suoi fratelli, Giuliano e la sorella Gina sono di Vetralla e nello stesso comune sono proprietari di un piccolo appartamento, che hanno dato in affitto. Hanno scelto di ridurre la mensilità agli inquilini. Di un terzo, da 350 a 200 euro al mese. “Come gesto di solidarietà – spiegano i tre fratelli – e condivisione per le conseguenze economiche del Coronavirus”.
Giuseppina Olimpieri
“Questi momenti – aggiungono Giuseppina, Giuliano e Gina Olimpieri – devono spingerci a essere uniti. Non a far finta di niente. Pretendere lo stesso affitto da una famiglia che, come tante altre famiglie, comprese le nostre, ha subito le conseguenze economiche del Coronavirus significherebbe far finta di niente”.
Vetralla
Il blocco di diverse attività economiche ha avuto come immediata conseguenza la messa in cassa integrazione di molti lavoratori. In attesa della quale le difficoltà non mancano. Altri lavoratori, che magari facevano parte del sommerso, vivono invece in un limbo. Nell’attesa che la crisi passi e soprattutto nella speranza di essere richiamati al lavoro. Situazioni, cassa integrazione e sommerso senza tutele, che spesso convivono all’interno dello stesso nucleo familiare.
“Ci sono famiglie di nostri parenti – spiega Giuseppina Olimpieri – dove il marito è stato messo in cassa integrazione. Perché era l’unico che aveva un contratto regolare. La moglie, che invece faceva la donna delle pulizie in nero, ha smesso semplicemente di percepire un reddito. Sperando che le padrone delle case dove andava a pulire la richiamino”.
“Ridurre l’affitto – prosegue Giuseppina Olimpieri – in una situazione come questa che colpisce le famiglie è un dovere di tutti”.
Giuseppina Olimpieri
Un dovere dovuto innanzitutto al “ricordo – spiega Giuseppina Olimpieri – dei sacrifici fatti dai nostri genitori e di quelli che abbiamo fatto noi”. Il sacrificio come patrimonio comune, che porta alla condivisione “con chi sta – aggiunge Olimpieri – nella tua stessa situazione”.
Giuseppina, Giuliano e Gina Olimpieri sono figli di due braccianti agricoli. Vincenzo, di Lubriano, e Rosa Casciani di Celleno. Giuliano ha fatto il bracciante fino alla pensione. Giuseppina e Gina sono state braccianti fino al matrimonio, nella seconda metà degli anni ’70, e poi donne delle pulizie attraverso varie modalità contrattuali.
Viterbo – Centro storico
“Non avevamo niente – racconta Giuseppina Olimpieri -. E quando vediamo chi è in difficoltà, aiutare e aiutarci è importante”. “Quando poi vediamo chi non ha niente – prosegue – la solidarietà è il minimo”.
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