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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Riccardo Rossi: "Dopo la laurea, ho iniziato la carriera a Londra a 24 anni"

Guidato da un “manager” viterbese il bar di Trastevere, tra i migliori 10 al mondo

di Silvana Cortignani
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Riccardo Rossi

Il bar manager viterbese Riccardo Rossi

Lo staff del bar Freni e Frizioni

Lo staff del bar Freni e Frizioni

Il bar Freni e Frizioni attualemnte chiuso causa Coronavirus

Il bar Freni e Frizioni attualmente è chiuso causa Coronavirus

Viterbo – Bar di Trastevere tra i migliori 10 al mondo, dietro c’è il “manager” viterbese Riccardo Rossi.

C’è un locale di Trastevere tra i primi dieci al mondo nella prestigiosa categoria “Best international High Volume cocktail bar” degli Annual Spirited Awards legati a Tales of the cocktail. E’ una sorta di festival con sede a New Orleans, nato nel 2002 e giunto alla quattordicesima edizione, che nel corso degli anni si è ritagliato il primato attraverso appuntamenti di grande qualità. 

Non si tratta di un bar qualunque, ma di Freni e Frizioni, uno dei locali più popolari all’ombra del Cupolone, il cui bar manager, oltre ad essere uno dei soci, è il viterbese Riccardo Rossi, comprensibilmente orgoglioso del traguardo, per giunta raggiunto in tempi di blocco delle normali attività causa Coronavirus.

Da New Orleans, un messaggio di speranza via Instagram da parte degli organizzatori che, nonostante l’emergenza Covid, non hanno annullato la manifestazione internazionale: “Per molti bar e bartender questo è il periodo più duro mai affrontato. Il nostro pensiero e le nostre energie si concentrano oggi su azioni che possano supportare l’industria del beverage. Il ruolo degli Spirited Awards resta quello di celebrare le eccellenze del settore e si rivela più che mai importante per mantenere un clima positivo nonostante tutte le difficoltà”.

 I dieci nominati delle varie categorie sono stati annunciati il 4 maggio, mentre il primo giugno sarà la volta dei quattro finalisti. I vincitori saranno celebrati il 25 giugno 2020. Sulla cerimonia di premiazione la Fondazione non si sbilancia, dichiarando che le modalità saranno rese note nel mese di maggio, compatibilmente con i nuovi sviluppi della pandemia di Coronavirus. 

Riccardo, lei ha 36 anni ed è nato e cresciuto a Viterbo dove è rimasto fino a 24 anni. Poi è volato Oltremanica, dove la sua vita ha preso una direzione inaspettata…
“E’ vero. Durante l’università facevo un lavoro ben diverso, l’operaio per una ditta di traslochi. Nel 2008, dopo la laurea in scienze della comunicazione, ho deciso di trasferirmi per qualche mese in Inghilterra per imparare la lingua e  ci sono rimasto per 5 anni. Così ho iniziato a lavorare in un bar, che soprattutto nel weekend era molto affollato e frequentato da persone che lavoravano nella City, del quale nel giro di un paio d’anni sono diventato il bar manager”.

Nel 2013, alla soglia dei trenta anni, ha deciso di tornare in Italia. Perché?
“Sette anni fa sono venuto a studiare a Roma e ho cominciato a mandare in giro curriculum per la capitale. Poi una sera, con degli amici, siamo entrati da Freni e Frizioni, che esiste dal 2005, mi sono proposto e mi hanno chiamato per una prova. Dal 2016, in piccola parte, sono diventato anche uno dei soci del locale. Siamo un cosiddetto ‘Street Cocktail Bar'”.

E adesso, in piena pandemia globale, siete in nomination per il premio “Oscar”…
“Il 4 maggio Freni e Frizioni è stato inserito tra i 10 migliori High Volume Cocktail Bar nell’importante classifica internazionale Tales of The Cocktail. Nel mondo dei bar esistono due tipi di classifica. Una è quella di New Orleans, l’altra è The World’s 50 Best Bars, la classifica dei 50 migliori bar al mondo. Diciamo che, per importanza, sono come i Golden Globe e gli Oscar per il cinema”. 

Come funzionano le nomination?
“Tales of the cocktail fa una prima scrematura secondo la tipologia di bar per macro settori del mondo: Stati Uniti ovest e est, Sudamerica, Asia, Europa, Australia. Noi siamo un cocktail bar che ha alti volumi, un High Volume Cocktail Bar, quindi che ha molta gente, che serve moltissime persone a sera. Già alla prima scrematura, eravamo stati inseriti tra i dieci migliori High Volume Cocktail Bar d’Europa, con altri bar molto famosi a livello internazionale. Tra tutte le categorie, eravamo 8 bar italiani. Poi il 4 maggio c’è stata la seconda scrematura, dove hanno unificato le macro aree: gli Stati Uniti fanno una gara a sé e poi tutto il resto del mondo che fa l’altra gara”.

Quindi adesso siete tra i primi dieci bar del “resto del mondo” della vostra categoria?
“Esattamente Avendo superato entrambe le selezioni, siamo ora non solo tra i migliori dieci High Volume Cocktail Bar d’Europa, ma del mondo. Con noi c’è un bar della Colombia, un bar di Sidney, due di Londra. In tutte le varie categorie, purtroppo altri italiani non sono passati. Siamo l’uico bar a rappresentare l’Italia in questa Champions League dei bar”. 

Intanto siamo ancora in fase di pandemia. Il locale è ancora chiuso o ha riaperto il 4 maggio?
“Stiamo avendo degli incontri per vedere se sarà possibile ripartire a metà maggio, quando dovrebbero riaprire anche altre attività, ci sarà più gente in giro e quindi avrà più senso. C’è chi fa delivery, ma gli incassi non vanno oltre i 100-200 euro al giorno. Non conviene neanche togliere il personale dalla cassa integrazione e riaccendere la macchina del ghiaccio. Intanto, in attesa di tornare alla vita normale, mi sto svegliando molto presto. Solitamente non staccavo fino alle 3-4 di notte, per cui la mattina dormivo fino a tardi per recuperare”. 

Silvana Cortignani


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8 maggio, 2020

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