Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cassazione - Tarquinia - All'imputata è stato negato ingiustamente il processo d'appello - Nel 2005, quando aveva venti anni, fu scoperta a coltivare marijuana

Condannata a 8 mesi per droga anzi no, il colpo di spugna dopo quindici anni

Condividi la notizia:

La suprema corte di Cassazione

La suprema corte di Cassazione

Tarquinia – (sil.co.) – Condannata per droga nel 2009, a distanza di undici anni dal processo di primo grado e di ben quindici anni dai fatti contestati il primo giugno 2005 è arrivato il colpo di spugna della cassazione.

La corte di cassazione ha accolto il ricorso di una 35enne di Tarquinia, ventenne all’epoca dei fatti, avvenuti nel 2005,  annullando senza rinvio l’ordinanza del 7 agosto 2019 con cui la corte d’appello di Roma ha dichiarato l’inammissibilità, per tardività, dell’impugnazione proposta contro la sentenza del 20 marzo 2009 con cui il tribunale di Civitavecchia aveva condannato la donna per il reato di coltivazione di marijuana alla pena di otto mesi di reclusione e 500 euro di multa, con riserva di deposito dei motivi di novanta giorni. Nel frattempo il reato si è estinto per prescrizione.

L’appello è stato presentato il 29 ottobre 2010. Ma secondo il difensore Ivana Manni la scadenza dei termini del 17 settembre 2009 per impugnare la sentenza è stata erroneamente calcolata perché la sentenza del tribunale di Civitavecchia, sebbene sia stata pronunciata il 20 marzo 2009 con riserva di deposito entro novanta giorni, in realtà è stata depositata solo il 25 giugno 2010, mentre l’avviso di deposito è stato inviato presso il domicilio dell’imputata, rimasta contumace, il 17 settembre 2010.

“L’atto di appello è stato presentato in cancelleria il 29 ottobre 2010, quindi meno di quarantacinque giorni dopo la notifica dell’avviso di deposito della sentenza impugnata”, si legge nelle motivazioni della cassazione, pubblicate in seguito all’udienza dello scorso 4 febbraio.

 “Il ricorso è fondato – dicono i giudici di terzo grado – perché l’appello non poteva essere dichiarato inammissibile per tardività. Nella specie, il termine per proporre appello decorreva dalla data della notificazione dell’avviso di deposito, ossia dal 17 settembre 2010, a norma dell’art. 585, comma 2, lett. d), cod. proc. pen., ed era di quarantacinque giorni, a norma dell’art. 582, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., sicché si sarebbe consumato in data successiva a quella della presentazione dell’atto di impugnazione, avvenuta il 29 ottobre 2010, e precisamente il 2 novembre 2010”.

“All’accoglimento del ricorso – concludono gli ermellini – segue l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Il reato per cui l’imputata è stata condannata è quello di coltivazione di marijuana, accertato in data 1 giugno 2005, e non è stata contestata, né ritenuta, alcuna aggravante o forma di recidiva. Pertanto, per lo stesso, dovendo considerarsi i limiti edittali vigenti all’epoca dei fatti, ed oggetto di reviviscenza per effetto della sentenza della corte costituzionale n. 32 del 2014, il termine di prescrizione risulta decorso in data 1 dicembre 2012, né risultano sospensioni”. 


Condividi la notizia:
21 giugno, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/