Viterbo – Quando ho visto quelle foto girare per il web, non ho avuto dubbi. Qui c’è la mano di qualcuno che conosco molto bene. E infatti Daniele Camilli, prima che giornalista e fotografo è stato, per me, un caro amico e autore di libri. Forse del libro più importante che è stato pubblicato da questa casa editrice, nel 2001: “Santa Maria di foro Cassio”.
Nella sua esposizione, innovativa, intelligente e assolutamente inedita, Daniele irrompe sulla scena come mai nessuno ha fatto prima. Forse Bansky. Daniele Occupa spazi insoliti, mai prima destinati all’arte, solo considerati effimera pubblicità. Spazi occupati con forza prorompente, immagine visiva importante e silenziosa.
Viterbo – L’esposizione fotografica At Home
Le immagini di Daniele Camilli risalgono al periodo del Covid-19. Lui, essendo giornalista-reporter, poteva girare e documentare. E così ha fatto. Magistralmente. Ha documentato una “eterna bellezza”, mi perdoni Canova, fatta di miseria, povertà, magia, religione e casualità.
Le immagini sono rigorosamente in bianco e nero, un impatto drammatico dovuto alla contaminazione della strada. Incontri casuali. Volti ed espressioni che ci raccontano una città silenziosa di dolore. Una vita segregata, senza illusioni, a volte malinconica che offre una visione di una crisi mondiale: l’aspetto dell’immigrazione, la disoccupazione, la povertà, le macrostorie, si evince tutto negli sguardi di quei volti. Insomma una riflessione sulla città di Viterbo, con una sensibilità trasmessa dai protagonisti che incontra.
Vetralla – L’editore e fotografo Davide Ghaleb
Daniele Camilli nelle sue fotografie irrompe nelle vite degli altri, se ne impossessa e ne diventa l’anima. Un’anima che non giudica mai anzi ne è clemente. Una empatia che solo i reporter affermati riescono ad avere. Ammirando le fotografie, ognuna avrebbe bisogno di un commento. Ognuna racconta una storia, una vita, un dramma, un orrore.
Viterbo – L’esposizione fotografica At Home
Questo progetto cambierà la vita della fotografia. D’ora in poi le immagini potranno essere esposte anche negli spazi pubblicitari, dove la loro visione è alla portata di tutti. Nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di incontro. “I fotografi che hanno lavorato duro per scattare le immagini sanno che quel che scrutano può essere al contempo magnifico, paralizzante e terrorizzante” (Ferdinand Protzman) e questo Daniele lo sa bene. Grazie Daniele Camilli, fotografo. D’ora poi quando guarderò un pannello pubblicitario penserò che ci stava meglio una tua fotografia.
Davide Ghaleb
Multimedia: Fotogallery: At Home – L’allestimento dell’esposizione
Articoli: Una fetta di realtà raccontata senza patinatura… di Alfonso Antoniozzi – Uno sguardo che va oltre il quotidiano, oltre la Viterbo conosciuta… di Giovanni Arena – Camilli ricorda l’impressionismo, la denuncia, l’impegno “politico” di un Cartier – Bresson di Francesco Mattioli – 17 fotografie di 6 e 12 metri in tutta la città per raccontare il Covid a Viterbo – “La vita è come una affacciata di finestra un mattino splendido di sole…”


