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Cronaca - Gli agenti stanno passando al vaglio alcuni filmati in cui è stato immortalato un uomo - Vandalizzato anche il locale del partito a Viterbo - VIDEO

Simbolo delle Brigate Rosse sulle sedi della Lega di Tarquinia, indaga la polizia

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Tarquinia - Vandalizzata la sede della Lega di via XX Settembre

Tarquinia – Vandalizzata la sede della Lega di via XX Settembre

Tarquinia - Vandalizzata la sede della Lega di via XX Settembre

Tarquinia – Vandalizzata la sede della Lega di via XX Settembre

Tarquinia - Vandalizzata la sede della Lega di via Umberto I

Tarquinia – Vandalizzata la sede della Lega di via Umberto I

Viterbo - Vandalizzata la sede della Lega

Viterbo – Vandalizzata la sede della Lega

Viterbo - Vandalizzata la sede della Lega

Viterbo – Vandalizzata la sede della Lega

Tarquinia – Con una bomboletta spray imbratta le sedi della Lega di Tarquinia, sulle quali realizza il simbolo delle Brigate Rosse accompagnato dalla sigla Gsp. È accaduto intorno alle 3 della notte fra l’8 e il 9 luglio nel centro storico della città sul litorale.

A finire nel mirino, i locali di via XX Settembre e via Umberto I. In entrambi i casi a entrare in azione sarebbe stata la stessa persona, immortalata nei video delle telecamere di sorveglianza. Dal filmato di via XX Settembre 36, si vede un uomo agire in soli venti secondi. Total black, dalla punta delle scarpe alla bandana che porta in testa, impugna una bomboletta spray. Vandalizza prima la porta d’ingresso e poi l’insegna che racchiude i simboli con i quali il sindaco Alessandro Giulivi è stato eletto: Lega, Noi con Tarquinia e Futura. Ci disegna su la stella a cinque punte all’interno del cerchio, simbolo delle Brigate Rosse, e aggiunge la sigla Gsp. Fa per andarsene, ma ci ripensa. E imbratta pure il logo della Lega, sempre con il simbolo delle Br.

La stessa cosa è poi avvenuta sulla sede di via Umberto I. “Gravi atti di vandalismo – li definisce la Lega Tarquinia -. Al momento dell’accaduto i due locali erano videosorvegliati e non tarderemo a prendere dei provvedimenti. Sono state presentate le denunce e consegnate alle autorità competenti le registrazioni delle telecamere. Si sta procedendo all’identificazione del responsabile di questo vile atto”. L’uomo immortalato nel filmato indossava pantaloni e maglia a maniche lunghe, sul volto una mascherina che gli lasciava scoperti solo gli occhi.

Sull’episodio sta ora indagando la polizia. In particolar modo quella politica, ovvero la Digos. Gli agenti, oltre ad aver acquisito le immagini delle telecamere delle due sedi, stanno vedendo se nella zona ce ne siano altre che possano aiutarli nell’identificazione dell’autore del gesto. Al momento, sembrerebbe che non ci siano testimoni. Gli atti, infatti, sono stati compiuti nel cuore della notte: tra le 2,40 e le 3,30.

La polizia nel frattempo si sta concentrando anche su un terzo episodio, sempre vandalico, ai danni di un’altra sede della Lega. Quella di Viterbo. Poche ore prima di quanto avvenuto a Tarquinia, ovvero nella giornata di mercoledì 8 luglio, sono stati staccati dalla vetrata di via Pasubio i simboli del partito. La scoperta è stata fatta prima di una riunione: gli adesivi, uno dei quali spaccato, sono stati trovati sull’altro lato della strada.

“Non so – dice il senatore Umberto Fusco – se l’autore dei deplorevoli gesti sia lo stesso. Confido nel lavoro dei poliziotti della Digos, a cui abbiamo denunciato l’accaduto. Quelle a Viterbo e a Tarquinia sono state azioni che qualificano chi le ha compiute. La Lega non le accetta, ma non reagiremo allo stesso modo. Non ci hanno intimoriti né hanno scalfito il nostro lavoro. Condanno duramente questi atti, vili e vergognosi, e sollecito tutte le forze politiche a farlo. Prendiamo le distanze tutti insieme da questi atteggiamenti, che non hanno nulla a che vedere con la politica, con i valori di civiltà e democrazia e che non devono essere fatti nei confronti di nessun partito”.

È intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini. “Le minacce di chi imbratta le nostre sedi con la stella a cinque punte non ci spaventano e non ci fermeranno. All’odio rispondiamo col lavoro e col sorriso, ma al governo e in particolare al Viminale chiedo: È normale che il primo partito italiano, che guida l’opposizione, subisca attacchi, aggressioni e minacce quotidiane nel silenzio e nell’indifferenza generale?”.


Articoli: Fusco: “Atti vili e vergognosi che rimandano a periodi bui della storia del nostro Paese” – Matteo Salvini: “Le minacce di chi imbratta le nostre sedi non ci spaventano e non ci fermeranno” – Ernesto Tedesco: “Sedi della Lega imbrattate con simboli terroristici, bisogna individuare i responsabili” – Imbrattata con il simbolo delle Brigate Rosse la sede della Lega


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10 luglio, 2020

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