Roma – Il 14 settembre riapriranno le scuole e si dovrà fare i conti con il Covid. E possibili casi di positività tra i banchi.
Per garantire la sicurezza ed evitare contagi o nuovi focolai, l’istituto superiore della sanità, il ministero della Salute, il Miur, l’Inail, la fondazione Bruno Kessler e le regioni hanno messo a punto il rapporto “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.
Ecco dunque cosa fare se un alunno o un docente dovessero risultare contagiati.
In primis, alle scuole e ai servizi educativi dell’infanzia viene raccomandato di identificare dei referenti scolastici che faranno da raccordo tra la scuola e l’Asl di riferimento. Queste figure verrenno formate sulle procedure da seguire. Al referente saranno segnalati i casi di alunni sintomatici. Inoltre, il suo compito sarà quello di controllare eventuali “assenze elevate” (sopra al 40%) di studenti in una singola classe.
Alunno con sintomatologia a scuola
Se un alunno mostra sintomi da positività, l’operatore scolastico deve segnalare al referente scolastico un possibile caso di Covid-19. Quest’ultimo è obbligato a chiamare i genitori dell’alunno, che sarà posto in un’area separata con mascherina e assistito da un operatore scolastico con mascherina. Occorrerà poi pulire e disinfettare le superfici della stanza o dell’area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa. A questo punto i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale per la valutazione clinica del caso. Il pls/mmg richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al dipartimento di prevenzione. Il dipartimento prevede infine all’esecuzione del test diagnostico.
Alunno con sintomatologia a casa
Se un alunno mostra sintomi da positività, deve restare a casa. I genitori devono informare il pediatra o il medico di medicina generale. Poi sono tenuti a comunicare l’assenza scolastica del figlio per motivi di salute. Il medico richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al dipartimento di prevenzione, che procede all’esecuzione.
Operatore scolastico con sintomatologia a scuola
Se un operatore scolastico mostra sintomi da positività, bisogna assicurarsi che indossi la mascherina e poi che faccia immediato rientro a casa per consultare il medico di medicina generale. Quest’ultimo deve richiedere tempestivamente il test diagnostico e comunicarlo al dipartimento di prevenzione, che procede alla sua esecuzione.
Operatore scolastico con sintomatologia a casa
Se un operatore scolastico mostra sintomi da positività, deve restare a casa e consultare il medico di medicina generale. Poi è tenuto a comunicare l’assenza per motivi di salute, con certificato medico. Il medico deve richiedere tempestivamente il test diagnostico e comunicarlo al dipartimento di prevenzione, che procede alla sua esecuzione.
Cosa succede se il tampone è positivo?
Se il test è positivo bisognerà individuare i contatti e valutare le misure più appropriate da adottare: quando necessario, verrà disposta la quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di “contatto stretto”. Non basterà un singolo caso per chiudere la scuola. La Asl valuterà di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti nelle ultime 48 ore. La chiusura della scuola potrà essere valutata in base al numero di casi confermati e di eventuali focolai e in base al “livello di circolazione del virus all’interno della comunità”. Si potrà prevedere l’invio di unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici.
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