Tarquinia – Potrebbe esserci la mano dell’uomo dietro ad alcuni degli incendi scoppiati nei giorni scorsi a Tarquinia, sul litorale viterbese.
L’ipotesi, al momento, non può essere esclusa. Attualmente è al vaglio dei carabinieri della compagnia di Tuscania e dei carabinieri forestali, che stanno cercando di rafforzare i controlli.
Non c’è un sospettato in particolare. Difficilmente, inoltre, si riuscirà ad avere la prova concreta che i roghi degli ultimi giorni siano stati dolosi, salvo sorprendere qualcuno in flagranza.
C’è, però, una frequenza che inizia a destare preoccupazione, soprattutto sul litorale viterbese, e che fa pensare o a focolai che si rialimentano, anche grazie al vento, in porzioni di terreno già andate a fuoco, o a qualcuno che si diverte ad appiccarli. O, ancora, perché no, a entrambe le ipotesi, dato che i roghi a Tarquinia cominciano a essere tanti.
Nella sola serata di sabato 8 agosto se ne sono contati tre in poche ore, in zone diverse della città ma sempre lungo la litoranea, la strada provinciale che da Riva dei Tarquini porta a Sant’Agostino, costeggiando le spiagge tarquiniesi. Il più grande è divampato in un campo nei pressi dell’ex aeroporto Americo Sostegni: trenta ettari di sterpaglie sono andati in fumo.
Altri due incendi sono scoppiati, sempre sabato sera, a Marina Velca e a Sant’Agostino, tra sterpaglie e alberi di eucalipto bruciati. Sono solo gli ultimi di una serie di roghi che stanno devastando la vegetazione; altri sono stati segnalati nei giorni scorsi, quasi sempre sulla litoranea. In totale si contano almeno 110 ettari bruciati, tra sterpaglie, arbusti e macchia mediterranea.
Anche ieri è stata un’altra giornata di superlavoro per vigili del fuoco e volontari della protezione civile. Nuovi focolai avevano ripreso ad alimentarsi sulla litoranea, ma in poco tempo sono stati spenti.
A Blera, vicino alla strada provinciale 42, si è combattuto per un giorno intero contro le fiamme che hanno divorato una parte di bosco e sterpaglie in una zona difficilmente raggiungibile. Sarebbero andati in fumo diversi ettari di terreno, anche se l’estensione precisa non è ancora chiara. Ieri sera, finalmente, dopo più di ventiquattr’ore ininterrotte di lavoro, i vigili del fuoco sono riusciti a circoscriverlo e a spegnere il grosso del rogo.
Un altro incendio abbastanza esteso è scoppiato ieri pomeriggio a Nepi, in strada Monte gelato. Per almeno tre ore i vigili del fuoco, con colleghi anche da Roma e Campagnano e volontari della protezione civile, hanno lavorato per domare le fiamme, su cinque ettari di terreno. Le fiamme hanno raggiunto alcune baracche e lambito abitazioni.
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