Civita Castellana – (a.c.) – L’istituto Giuseppe Colasanti saluta il suo preside. Massimo Bonelli, in carica a Civita Castellana dal 2012, fa la valigia e si trasferisce alla guida della Scuola statale italiana di Madrid. “Ma Civita Castellana mi è rimasta nel cuore, farò del mio meglio per promuovere la Tuscia in Spagna” promette.
Bonelli, com’è maturata la decisione di trasferirsi?
“Avevo da tempo il desiderio di provare un’esperienza all’estero, perché credo che sia un’opzione importante a livello professionale. Del resto, anche ai miei ragazzi ho sempre predicato l’importanza della dimensione europea. Ho vinto il concorso e dall’1 settembre andrò a Madrid a fare il preside della Scuola statale italiana”.
Che istituto Colasanti lascia a Civita Castellana?
“Quando sono arrivato, la scuola stava per perdere la titolarità di presidenza ed era sotto i 600 alunni. Ora siamo a 900. In questi otto anni l’istituto ha acquistato indirizzi in alcuni casi unici nella provincia e si è allargata a livello internazionale. Non ho mai trattato Civita Castellana come una realtà provinciale, perché credo che i ragazzi che vivono in provincia devono avere le stesse opportunità di chi vive nelle grandi città. E ho lavorato in quel modo, cercando di allargare la rete di contatti sul piano europeo”.
Si ricorda i suoi primi giorni al Colasanti?
“Quando sono arrivato, ho subito avuto la percezione di un ambiente accogliente, quale in effetti si è rivelato. La grandezza di quella scuola è il fatto di avere una grande diversità d’indirizzi, che permette di trovare figure professionali molto diverse anche tra gli stessi docenti e facilita il confronto tra le varie discipline. E se me ne vado, è solo perché voglio fare un’esperienza all’estero: non avrei mai cambiato il Colasanti per nessun’altra scuola della provincia”.
Le piacerebbe tornare, dunque?
“L’incarico a Madrid è a termine e durerà sei anni. Un tempo abbastanza lungo, ma sicuramente sarei contento di poter tornare in futuro a Civita Castellana. Una parte importante della mia vita la lascio lì”.
Cosa si porterà della Tuscia a Madrid?
“Ho già l’idea di creare dei gemellaggi con tutte le scuole in cui ho lavorato. Invece di fare gite d’istruzione a pagamento, i ragazzi potrebbero venire in Spagna per una settimana e fare lezione qui, esercitando anche la lingua, e poi gli studenti di Madrid potrebbero andare a fare lo stesso nella Tuscia. E poi vorrei dare un contributo per promuovere e valorizzare la provincia di Viterbo, con la sua storia e le sue tradizioni, perché anche questo fa parte del lavoro di un preside all’estero”.
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