Roma – Erano due settimane che perseguitavano una giovane prostituta. Poi per due romani di 39 anni e un cittadino romeno di 31 sono scattate le manette per estorsione.
Gli aguzzini avevano infatti detto alla vittima che i soldi che le venivano chiesti servivano per estinguere un debito che un’amica della prostituta aveva contratto con loro. E lei, la prostituta, lo aveva ereditato. Inizialmente il denaro “dovuto” era pari a 40 euro, il rispettivo di una dose di cocaina non pagata, poi era cresciuto fino ad arrivare a 2mila euro.
Dopo la richiesta dei soldi, i tre sono passati direttamente alle minacce fino ad arrivare a picchiare il marito della prostituta. All’ennesimo episodio, la donna si è rivolta alla polizia che, conoscendo il territorio, ha identificato una serie di sospettati, riconosciuti poi dalla vittima nelle foto segnaletiche.
E così è stata preparata l’operazione per arrestare i tre. Gli estorsori hanno dato appuntamento alla vittima in un locale pubblico, dove lei avrebbe dovuto portare loro almeno una parte dei soldi.
I poliziotti, dopo aver fotocopiato le banconote, si sono nascosti nelle vicinanze del locale scelto dagli estorsori. I tre sono arrivati all’appuntamento a bordo di una citycar. Il primo a scendere per controllare che la donna fosse sola è stato il cittadino romeno. Convinto di non correre pericolo, l’uomo ha chiamato i suoi compagni. I tre sono quindi andati dalla prostituta e si sono fatti consegnare i soldi.
È proprio in quel momento che è scattato il blitz della polizia. Gli estorsori hanno cercato di fuggire, ma sono stati immediatamente bloccati. Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato i soldi e il cellulare usato dai tre per mettersi in contatto con la donna. Sono stati quindi arrestati e portati al carcere di Rebibbia. Ora dovranno rispondere di estorsione.
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