Roma – L’incognita del virus tra i giovanissimi.
È stato detto di tutto sul Covid-19 tra bambini e ragazzini. La constatazione che va per la maggiore, basata sulle statistiche degli ultimi mesi, è che, in generale, il Coronavirus colpisca i più giovani con effetti meno devastanti di adulti e anziani. Ma la paura è che la riapertura delle scuole possa fungere da veicolo di contagio.
In un report appena uscito, ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e regioni scrivono che si sa ben poco di come si comporti il virus tra i giovani. In pratica non ci sono certezze sull’impatto che potrà avere sulla circolazione del Sars-CoV2. Incertezza che, unita al nuovo e recente incremento dei casi, fa preoccupare gli esperti.
La cosiddetta seconda ondata era attesa, ma in autunno: si sperava, infatti, che l’estate, con le alte temperature, avrebbe aiutato a tenere più a freno il virus.
“Non è nota la reale trasmissibilità in questo contesto – si legge sulla relazione del ministero – anche se cominciano a essere disponibili evidenze scientifiche di ‘outbreak’ (cioè epidemie, ndr) in ambienti scolastici. Non è nemmeno noto l’impatto che potranno avere le misure di riorganizzazione scolastica che si stanno mettendo in campo in questi giorni. Più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano il virus rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici e quindi il potenziale di trasmissione non è statisticamente differente. Tutto questo rende molto incerto il ruolo della trasmissione nelle scuole a partire da settembre sull’epidemiologia complessiva del virus“.
Il governo però, almeno per adesso, non è propenso a rimandare il ritorno in classe che, comunque, si avvicina in un clima di forti tensioni politiche. Oltre all’opposizione, in prima fila Matteo Salvini, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è oggetto di forti contestazioni anche dai sindacati: “Attacca noi per nascondere le sue responsabilità”.
Lo scontro con i sindacati nasce dal concorso salva-precari. Le modalità sono state finalmente definite – si trascinava da tempo -: si terrà a ottobre, 32mila posti per più di 60mila domande, con prova scritta a risposte aperte, mentre l’intesa firmata dai sindacati prevedeva fosse per titoli, anzianità e percorsi abilitanti.
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