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Bari - La lettera di un'insegnante di una scuola elementare: “Ricordate quando giocavamo, voi eravate i principini, e io la vostra regina? Da oggi la regina ha indossato la corona, quella del coronavirus”

“Bambini, sono la maestra e ho il Covid, voglio spiegarvi perché non posso essere a scuola con voi”

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La classe di una scuola

La classe di una scuola

Bari – Una maestra di una quarta elementare di una scuola della provincia di Bari ha contratto il Coronavirus e non è potuta essere in classe il primo giorno di scuola perché deve osservare il periodo di quarantena obbligatoria. Ha così deciso di inviare una lettera per poter parlare e spiegarsi direttamente con i suoi alunni.

“Sì, è vero. Come dice una canzone che io adoro, “non lo posso sopportare questo silenzio innaturale”. Te lo devo dire – si legge nella lettera della maestra -. Te lo devo spiegare bene per quale motivo il giorno in cui ricominceranno le lezioni in presenza, io non ci sarò. È il mio lavoro spiegarti le cose no? Ed è il lavoro più bello del mondo. Te lo voglio spiegare senza paura. Senza vergogna. Senza assurdi sensi di colpa”.

“”Ricordi – prosegue la lettera – in prima elementare, quando nei momenti di gioco, mi dicevi che voi eravate i principini, e io la vostra regina? Ebbene, da oggi la regina ha indossato la corona. Quella del Coronavirus naturalmente. È una corona alquanto scomoda, che mi porterà a fare delle scelte, a prendere delle decisioni e delle precauzioni soprattutto. Ad esempio controllare ogni giorno la mia temperatura, fare attenzione a ogni colpo di tosse, a ogni starnuto, cercare di non prendere freddo. Ma non è questo a farmi paura, perché, se avrò pazienza e attenzione, lui, il mostriciattolo con la corona, non avrà il sopravvento su di me”.

“Lui è qui con me, come un fantasma silenzioso – aggiunge la maestra -. Non lo vedo ma lo sento, avverto la sua presenza tra le pareti della mia casa. Ospite indesiderato, assolutamente non invitato, si insinua tra le tue cose, nelle tue abitudini, nei tuoi pensieri, tra le tue emozioni. Ti costringe a non uscire, a stare lontana dai tuoi affetti più cari, dal tuo lavoro, dalle tue giornate di sempre. È come se vivessi in modalità stand by, come se qualcuno avesse pigiato il tasto “pausa” e tutto rimane sospeso nel tempo. Sì, la tua vita è momentaneamente sospesa”.

“Per la correttezza e la sincerità che ha sempre contraddistinto il nostro rapporto, ho deciso che voi genitori lo dovevate sapere da me. Non dall’altra gente, non dalla piazza, ma da me” ha precisato la maestra rivolgendosi alle mamme e ai papà dei bambini.

“Sarebbe stato bello trovare insieme il modo di divertirci imparando, come sempre abbiamo fatto, anche dietro una mascherina – conclude la lettera -. L’avrei tanto voluto. Pazienza. Quando l’ospite antipatico se ne sarà andato, portando con sé la sua non richiesta corona, incontrarci, te lo prometto, sarà più bello di prima. Più bello di sempre. Sii forte e coraggioso mentre ti stringo in un lungo abbraccio. A presto. La tua maestra”.


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29 settembre, 2020

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